Quant’è il sette per cento del Pil? Tanto o poco, è questo il decremento che si ottiene dalla carenza delle donne nel mondo del lavoro. È una delle tante cifre affiorate ieri nell’aula magna della Bocconi, da un conciliabolo praticamente tutto al femminile che, attraversando l’intero arco costituzionale, ha presentato un Libro Bianco per le donne.
Dal ministro Carfagna a Emma Bonino, passando per la mamma-star Ilaria d’Amico, tutte insieme nel progetto SorElle d’Italia, promosso da Elle, unite da un solo comandamento: “Concretezza”, come ha raccomandato il direttore della rivista Danda Santini. A cominciare dalle cifre: il 46 per cento delle donne non lavora, più della metà delle under trenta ha difficoltà ad affrontare una maternità perché la legge è fatta su misura per le dipendenti, mentre la realtà vede contratti a progetto o stagiste.
Quindici proposte vere, fattibili. Come inserire le donne laddove si prendono decisioni perché tanto per dire, “la cassa forense di Milano non ha manco l’ombra del sesso femminile”, come ha ricordato Ileana Alesso dell’Unione Donne. Pochi discorsi, obbiettivi chiari: più asili nido (“Se farne uno pubblico è complicato, c’è l’ipotesi delle strutture aziendali”, ha ricordato Chiara Bisconti, direttore del personale alla Sanpellegrino). Basta poco: vigilare affinché si faccia buon uso dei 4o milioni che il ministero delle Pari Opportunità, come ha sottolineato Carfagna “ha stanziato alle regioni al fine di aiutare le donne in difficoltà”. Anche perché, dicono i dati dell’Istituto Piepoli,
il 63 per cento delle lei (milanesi in testa) vorrebbe più flessibilità sul lavoro e il 97 chiede a gran voce il congedo obbligatorio per i papà alla nascita di un figlio.
Un clima maturo, che rifiuta le rivendicazioni marcatamente ideologiche e che, prima di tutto, chiama all’appello anche gli uomini: “Se aiutiamo fiscalmente le famiglie con bambini piccoli – ha detto Alessandra Casarico, docente alla Bocconi – se ne avvantaggiano tutti”. Nemmeno l’ombra di una lamentela, ma l’asciuttezza della Bonino: “Le italiane non sono stereotipi, ma professioniste, donne che lavorano”. E che vorrebbero far figli con serenità, magari rivedendo la Legge 40, nonostante la Carfagna avverta: “Non è il momento di riaprire il dibattito”. Forse però è il
momento di studiare un sostegno ai figli durante le vacanze, o un sistema di part time che non penalizzi la pensione futura delle lavoratrici, di semplificare 1’iter delle adozioni. E forse di mettere da parte ragnatele di rancori politico-ideologici in nome di quella concretezza ribadita nelle tre ore di confronto. A cominciare dalla sincerità di un sindaco, Letizia Moratti, che ha sospirato: “Che cosa provo per chi si prostituisce per soldi? Da donna, solo amarezza”.
© 2011 Associazione Luca Coscioni. Tutti i diritti riservati