Primo nato al mondo da un ovulo maturato in laboratorio. Mamma e papà non l’hanno ancora battezzata, ma le parole di una vecchia canzone di Lucio Dalla («… e se è una femmina si chiamerà Futura»), sembrano scritte per lei, piccolo e ignaro fagottino di carne e ossa nato, grazie a una tecnica rivoluzionaria, da un ovulo maturato in laboratorio, vetrificato, scongelato e infine fecondato. Qualunque sarà il suo destino, questo record non glielo toglierà mai nessuno perché lei è il primo caso al mondo di bebè (sano) nato così. La nuova frontiera della fecondazione in vitro è stata tracciata da un gruppo di ricercatori canadesi dell’Università di Montreal che ne hanno dato notizia nel corso di un convegno a Lione.
La scoperta permetterà di utilizzare la procreazione assistita su donne che non hanno i requisiti per quelle tradizionali. Le procedure convenzionali implicano la stimolazione, mediante ormoni, delle ovaie per ottenere un numero di ovociti maturi sufficiente per l’intervento di fecondazione artificiale. Molte donne, però, non possono o non hanno abbastanza tempo per sottoporsi a una stimolazione ormonale in quanto malate, per esempio, di tumore. Con la nuova tecnica l’ovulo viene fatto maturare in provetta, congelato e fecondato in seguito. La procedura è stata testata su venti donne infertili, con età media di 30 anni, affette da sindrome policistica ovarica, cui i ricercatori hanno prelevato 296 ovociti di cui 290 immaturi fatti maturare in laboratorio, vetrificati, congelati per alcuni mesi, e poi scongelati: 148 sono sopravvissuti e sono stati fecondati. Degli embrioni ottenuti, 64 sono stati trasferiti nell’utero delle donne. La tecnica ha registrato un tasso di successo del 20%, definito «abbastanza buono». Al momento, oltre alla bambina già nata – che a detta dei medici è in ottima salute – ci sono tre gravidanze in corso. Insomma, una buona notizia nel giorno in cui il ministro della Salute, Livia Turco, annuncia che, a tre anni dalla legge sulla procreazione assistita, le gravidanze sono in netto calo.
Fiocco rosa in vitro
di Riccardo Massa