Figli in provetta «Troppi parti multipli, il rischio é elevato».

di Alessandra Farkas

E la Società per la riproduzione detta nuove regole Fecondazione, la tecnica anti gemelli I medici Usa: ora un solo embrione a donne con meno di 35 anni Dall`8o parti gemellari cresciuti del 70%. «Ma le tecniche sono migliorate, ora impiantare più di un embrione non ha senso» DAL NOSTRO CORRISPONDENTE NEW YORK – Dozzine di atletici genitori che corrono a Central Park, spingendo carrozzine doppie, triple e persino quadruple. Chi passeggia nel parco di Manhattan, di questi tempi, non può non essersene accorto. «E un boom senza precedenti di gemelli, trigemini e quadrigemini», spiega il New York Times, secondo cui la rivoluzione apportata negli ultimi anni dalla fecondazione in vitro (o IVF) ha fatto lievitare alle stelle l`incidenza dei parti gemellari e plurigemellari. Dal 1980, quando la tecnica 1VF fu lanciata negli Stati Uniti, ad oggi, il numero dei gemelli che hanno visto la luce negli Usa è aumentato del 70%.

«I parti trigemini e quadrigemini proporzionalmente sono aumentati ancora di più», scrive il Times.
Per arginare il boom delle gravidanze multiple – foriere di complicazioni spesso gravi per madri e figli i ginecologi americani hanno deciso di correre ai ripari. La American Society of Reproductive Medicine di recente ha raccomandato alle donne sane sotto i 35 anni (cioè il 44% di quelle che si sottopongono a IVF) di non farsi impiantare più di un embrione per volta.

Nelle donne over 37 – cioè con un`incidenza maggiore del rischio di difetti cromosomici nel feto – la Society continua a suggerire l`impianto dai tre ai cinque embrioni, a seconda dell`età. Nel mirino dei critici è la tradizionale pratica, considerata ormai obsoleta, che consisteva nell`assunzione di massicce dosi di ormoni per stimolare la produzione di ovuli multipli, che venivano poi «mietuti» e fertilizzati con lo sperma del partner, prima di essere trasferiti nell`utero dell`aspirante mamma. L`antica regola – più elevato il numero di embrioni trapiantati, più alta la probabilità di una gravidanza, anche multipla – scoraggiava le donne dall`utilizzare il cosiddetto SET, o single embryo transfer, l`impianto di un embrione per volta. Ma se dal 1996 al 2004 soltanto l`8% delle donne sottopostesi a IVF, hanno optato per il SET, oggi la situazione potrebbe ribaltarsi. A cambiare le cose sono le nuove, sofisticatissime tecniche per identificare gli embrioni sani, prima di impiantarli in utero. «Negli ultimi anni abbiamo fatto passi da gigante», teorizza Judy Sterra, direttrice del laboratorio di Embriologia e Andrologia del Dartmouth-Hitchcock Medical Center, in New Hampshire. «Più il nostro know-how migliora e meno embrioni siamo costretti ad utilizzare in una singola seduta». Oggi molti specialisti americani consigliano alle donne di optare per un doppio ciclo di SET, che consiste nel trasferire un embrione «fresco», congelando gli altri che possono essere usati in seguito, qualora il primo ciclo di IVF dovesse non funzionare. Oltre a rivelarsi efficace quanto il trapianto multiplo, quest`ultimo sistema è l`unico in grado di ridurre drasticamente il tasso di gravidanze gemellari e plurigemellari.

Eppure secondo il Times tantissime donne continuano ad avere una resistenza psicologica a questo approccio singolo. Per tanti aspiranti mamme, reduci da anni, di massacranti e costose terapie, la prospettiva di avere due figli al posto di uno è una panacea per realizzare il sogno di una vita, non un impedimento. Anche se il 56% dei gemelli nati con la fertilizzazione in vitro pesa meno di 2,5 chilogrammi e il tasso di sopravvivenza per quelli di circa un chilo è pari all`85%.