Fecondazione, inchiesta Rai riapre lo scontro

di Mario Stanganelli
 Cdl contro "W l`Italia": vogliono cambiare la legge 40. La Turco: dibattito in Parlamento

ROMA – Il Cda Rai si riunisce  inutilmente in assenza dei componenti  del centrodestra, ma  Angelo Maria Petroni, il consigliere  di Forza Italia che il Tesoro  vorrebbe sostituire, si fa sonoramente  sentire con un duro  attacco alla trasmissione "W  l`Italia diretta" di Raitre, che  lunedì sera si è   occupata della  legge 40 sulla  procreazione  assistita.   «Una pessima  pagina della  tv pubblica»,  dice Petroni accusando  la trasmissione  di  «aver violato  ogni regola del   servizio pubblico televisivo»,  in quanto andata in onda «senza  alcun contraddittorio, con  un conduttore del tutto schierato  politicamente e tematicamente»,  concepita «come uno   strumento di propaganda a favore  di una parte politica» e che  ha «sistematicamente e ferocemente  attaccato gli assenti, dai  politici cattolici di entrambi gli  schieramenti al Vaticano».

 Le  parole del consigliere Rai riaccendono  lo scontro tra sostenitori  e critici della legge 40, contro  la quale si è espresso il ministro  della Salute Livia Turco, ospite  della contestata trasmissione.  La Turco ha affermato che, alla  luce dei suoi risultati, è necessario  riaprire il dibattito sulla legge  e ha invitato le coppie che, in  base alla normativa vigente hanno  dovuto ricorrere anche a  cure all`estero, a dare il loro  contributo«per far capire quanto  sia importante ridiscutere la  legge 40 in Parlamento». Anche  se questa è «una legge molto  rigida e con le linee guida non si  può cambiare molto».

Le numerose  repliche del centrodestra  sono arrivate su due binari: la  critica alla «faziosità» della trasmissione  e la difesa della legge   di cui viene ricordato il fallimento  del referendum abrogativo.  Il presidente della Commissione  Vigilanza Rai, Mario Landolfi  si associa alla denuncia di  «violazione del principio di pluralismo»  fatta da Petroni, mentre  il capogruppo dell`Udc Luca  Volontè chiede, per par condício,  una trasmissione riparatrice  che «dedichi lo stesso spazio,  nella stessa fascia oraria, ai difensori  della legge 40».

Ad allinearsi  con il centrodestra in  difesa della legge, anche la teodem  della Margherita Paola Binetti  che sostiene essere «sbagliato  far passare per errori della  "40" proprio quelli che sono i  suoi valori caratterizzanti, come  il no alla fecondazione eterologa, il no alla diagnosi preimpianto,  il no al congelamento  degli embrioni». E anche il ministro  della Famiglia, Rosy Bindi,  pur avendo posizioni diverse  dalla Binetti su vari temi   eticamente sensibili. sostiene  che «non si possono ignorare  due fatti: c`è stato un referendum  che ha dato un risultato  chiaro e netto, e nel programma  dell`Unione non sono previste  modifiche alla legge 40». E in  serata arriva il monito del cardinale  Tarcisio Bertone, in visita  negli Usa: «I partiti devono lasciare  libertà di coscienza e non  imporre scelte etiche ai loro  membri. Parlo – precisa il segretario  di Stato vaticano – di problemi  come l`aborto, il matrimonio  degli omosessuali e la  tutela dell`embrione».   

Parlano di «trasmissione faziosa»  e di «pessimo servizio  pubblico» anche esponenti di  Forza Italia e dell`Udeur, come  il vicesegretario Antonio Satta.  Dall`Unione replicano difendendo  la trasmissione condotta  da Riccardo lacona che – dice  Vittoria Franco, responsabile  delle donne ds – «non ha fatto  altro che fotografare e mostrare  al Paese la realtà in materia di  procreazione assistita. Una realtà  dì cui sapevamo e che va  cambiata».