Fecondazione eterologa: una legge nega la speranza

Sull`avere figli con seme od ovulo, mi chiedo: perché mai in Italia è vietata, se lo scopo finale è mettere al mondo una nuova vita? Carmelita E., Torre del Greco

Cara amica, mi sono battuto fin dall’inizio contro la legge 40 del 2004 sulla fecondazione assistita, che a mio giudizio viola in diversi punti la libertà riproduttiva della coppia e quella personale della donna. In questi anni si sono susseguiti ricorsi alla Corte Costituzionale e le sentenze di giudici, che hanno deciso “in deroga” a una legge che non teneva conto del carico di dolore legato alla nascita di esseri umani affetti da gravi malattie genetiche (per esempio, vietando la preselezione degli embrioni destinati all’impianto). Ora, ancora una volta, c’è un rinvio alla Consulta per cambiare la legge. È stato il Tribunale di Catania a sollevare la questione di legittimità costituzionale sulla parte della legge 40 che vieta la fecondazione eterologa, quella, cioè, con seme od ovuli di donatori, e che in Italia era normalmente praticata.

L’inseminazione artificiale con seme del marito era già conosciuta dalla Medicina araba dell’XI secolo, e dalla fine del XIX secolo si cominciò a effettuarla con seme di donatore, per venire incontro alle coppie che per l’infertilità del marito non potevano esaudire il legittimo desiderio di genitorialità. Subitaneo, il Santo Uffizio fulminò la fecondazione eterologa con una sentenza del 1897, ma ciò non impedì che progredisse in tutto il mondo, soprattutto dopo il 1930, quando le scoperte dei medici Ogino e Knaus, sui periodi di fertilità della donna, ne semplificarono l`applicazione e aumentarono i successi. Da allora, decine di miglia di bimbi sono nati con l`inseminazione eterologa, e a essi si sono aggiunti ai giorni nostri, grazie ai progressi delle tecnologie biomediche, quelli generati dall’impianto di ovuli provenienti da una donatrice.

Non vedo dove sia il male, dove sia lo scandalo morale. Vietare l`eterologa significa negare a una coppia di adulti il diritto all`autodecisione, e respingere la loro volontà di diventare genitori di un figlio che si alleverà con amore. Il risultato del divieto è che la speranza di un figlio viene negata per legge. È disumano e ingiusto. lo sono fermamente convinto che la libertà riproduttiva, affermata con la legge 194 sull`interruzione di gravidanza, sia parte inalienabile dei diritti della persona. Per cui la legge 40, che democratica non è, va abrogata o almeno corretta.

 

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