Fazio dove sono i fondi?

Onorevole Coscioni, qual è il motivo  dei suo sciopero della fame?  II 6 novembre scorso alcuni  malati di Sclerosi laterale amiotrofica  hanno intrapreso uno sciopero della fame  denunciando di essere costretti a vivere  in una situazione al limite della disperazione,  senza aiuti economici adeguati e  l’assistenza di cui hanno diritto. Mi sono  associata alla loro lotta. II ministro della  Salute è inadempiente e ha detto il falso  rispondendo a una mia precisa interrogazione

:  aveva assicurato che il decreto  sui Livelli essenziali di assistenziali, i  cosiddetti Lea, era approdato in sede di  Conferenza Stato-Regioni. Nel giorno della  riunione straordinaria della Consulta  per le malattie neuromuscolari, per voce  del vice ministro Fazio è emerso che il ministero  ancora non ha fatto nulla. II primo  obiettivo dunque è finalmente sbloccare  la situazione. Ma è solo il primo passo.  Cosa chiede a Fazio?  Nel 2007 e nel 2008 sono stati stanziati  dei finanziamenti per i "comunicatori"  di nuova generazione che consentono ai  malati con gravi patologie di poter comunicare  con il mondo esterno.

Che fine ha  fatto quel denaro, quanto ne è stato impiegato?  È necessario poi rendere effettivamente  operativa l’approvazione della  nuova versione dell’assistenza protesica  contenuta nel nuovo Nomenclatore degli  ausili e delle protesi, garantendo la fornitura  adeguata a ogni persona che ne ha  diritto. Infine, l’adozione delle linee guida  cui le Regioni si conformano per assicurare  un’assistenza domiciliare adeguata.   Lei è la vedova di Luca Coscioni, com`è  vivere accanto a un malato di Sia?  Posso parlare solo di come è stato vivere  accanto a Luca. L’ho conosciuto nel 1994,  cinque anni dopo ci siamo sposati, era già  ammalato di Sla da quattro… è stato vivere  un pó giorno per giorno, senza fare progetti  a lunga scadenza. Anni fa, prima di diventare  deputata, Marco Pannella propose di  eleggermi presidente dei Radicali italiani.  Aveva compreso che la mia presenza a  fianco di Luca non era solo di "accompagnamento"  ma era un esser "dentro" le cose.  Ecco, forse è questo: si sviluppa in modo  straordinario lo star "dentro", una compartecipazione  totale. Difficoltà, problemi, ce  ne sono stati tantissimi. Non bastasse, la  malattia spesso ti sbatte contro incredibili  muri fatti di cieca indifferenza e stupida  burocrazia… Ma "vivere accanto" significa  imparare a vivere "con", "dentro", Luca era  al primo posto di tutto…  Come co-presidente dell’Associazione  Coscioni, ci può dire quanti sono i malati  di Sia in Italia?  Questo è un punto dolente. Certo, sono  parecchie centinaia, forse migliaia.  Non esiste una mappatura geografica.  Da anni anche l’Associazione Coscioni  chiede e propone al ministero della  Salute il completamento del Registro  nazionale. Potremmo finalmente  conoscere le dimensioni del fenomeno,  e cominciare a predisporre quel tipo di  assistenza di cui hanno diritto e che  invece non hanno. L’inerzia e l’indifferenza  delle istituzioni è davvero imperdonabile  e non ha giustificazione". 

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