di Francesco Pullia
E’ possibile che un uomo, ridotto a larva dopo sei anni di sclerosi laterale amiotrofica, debba subire il trattamento terapeutico come una pena indicibile? Se lo chiede l`anestesista Tommaso Ciacca, umbro, che, nel tentativo di esaudire ie accorate suppliche di Giovanni Nuvoli, si è recato da Perugia ad Alghero per trovarsi, con sua sorpresa, scortato dai carabinieri, mandati là per impedire l`interruzione, dopo sedazione, dei ventilatore meccanico che tiene ancora in vita il malato. E se lo è chiesto probabilmente anche il procuratore di Sassari che da un lato ha quasi lamentato l`assenza, nel nostro ordinamento, di un`apposita disposizione che consenta la nomina di "un commissario ad acta incaricato di sedare-il paziente e interrompere la ventilazione" e dall`altro ha riconosciuto la sussistenza del diritto di rifiutare le cure mediche secondo l`articolo 5 della convenzione di Oviedo del 1977 (ratificata in Italia nel 2001 e, purtroppo, non applicata per mancanza di legge delega attuativa) e il comma 2 dell`articolo 32 della nostra Costituzione ("Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana"). Com`è usanza radicale, il dottor Cíacca si è premurato di informare preventivamente carabinieri e Procura della Repubblica dell`azione che avrebbe commesso. E la Procura, da parte sua, ha disposto "il non luogo a procedere" nei suoi confronti, trattandosi di "condotta in astratto costituente delitto" : Quando si sposò con Maddalena Soro, vedova e con due figli, Giovanni Nuvoli era un uomo alto un metro e ottantaquattro e pesava ottantacinque chili. Dopo avere lavorato per diverso tempo alla mensa ospedaliera, aveva deciso di intraprendere l`attività di rappresentante di commercio. Sportivo; pieno di vitalità, praticava l`arbitraggio, trovando pure il tempo di dedicarsi al teatro dialettale. Colpito improvvisamente da sclerosi laterale amiotrofica, nel 2001 è già sulla sedia a rotelle, incapace ad alimentarsi da solo, e nel 2003 viene ricoverato ai reparto rianimazione dell`ospedale di Oristano. Nonostante il proprio reiterato rifiuto, è costretto ad accettare la tracheotomia. La malattia, intanto, implacabile, fa il suo corso. La devastazione non gli concede tregua. Le strutture sanitarie sono inadeguate, i primari algidi, insensibili, gli infermieri impreparati, la pensione di appena quattrocento euro mensili. Accanto a lui c`è solo la moglie Maddalena. Il resto è silenzio, tanto più penoso quanto più assediante. Grazie all`eurodeputato radicale Marco Cappato e all`Associazione Luca Coscioni, gli viene assegnato un computer per comunicare con gli occhi. Dopo pressioni e insistenze, passa dalla degenza ospedaliera a quella domiciliare. Quando torna a casa pesa appena ventisette chili. Alle finestre dell`abitazione; come ha annotato Tommaso Ciacca, giungono intensi aromi insulari. Attorno si stendono orti in cui gli ulivi si mischiano a piante selvatiche. Ma tutto a Giovanni è ignoto tranne il rumore, sempre uguale, dei respiratore artificiale. Ridotto allo stremo, invoca in tutti i modi che gli vengano almeno evitati gli spasmi della fine, un sicuro straziante soffocamento. Avrebbe potuto lasciare la sua richiesta confinata nel privato, confidando magari nella discrezionalità di qualche medico disposto ad agire clandestinamente, come vergognosamente accade nel nostro Paese. E, invece, no. Nuvoli ha voluto lanciare un segnale politico, allo stesso modo di Piero Welby, dando prova di quella che uno sbalordito capitano dei carabinieri ha chiamato "lucidità sconvolgente" Con straordinaria determinazione, si è fatto parola e strumento di lotta nonviolenta. E adesso c`è il rischio che all`improvviso possa ricorrere al gesto estremo di uno sciopero ad oltranza della fame ,e della sete. Tommaso Ciacca ha, intanto, scritto al dottor Amedeo Bianco, presidente della Federazione nazionale dell`Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri, nonché ai presidenti degli Ordini provinciali, chiedend