Durante questa riunione preparatoria al Congresso mondiale sulla libertà della ricerca scientifica, che si svolgerà a Roma i 17 e 18 gennaio 2006, Marco Cappato, ex deputato europeo e direttore esecutivo dell’Associazione Luca Coscioni, ha riaffermato la necessità di lottare contro i pregiudizi e le distorsioni che ostacolano il progresso scientifico, davanti ad un’assemblea formata da deputati europei e rappresentanti d’istituzioni scientifiche di Italia, Spagna, Israele, India e Stati Uniti.
La dichiarazione finale della conferenza, approvata con acclamazione, afferma: “L’Unione europea non può permettersi di escludere una parte di questa ricerca fondamentale che porterà ad avanzate terapeutiche promettenti. (…) Ha il dovere di mobilitare le energie, di favorire la cooperazione in questo settore e di garantire i mezzi indispensabili allo sviluppo della ricerca sul suo territorio”. In vari interventi è stato chiesto che la ricerca sulle cellule staminali umane d’origine embrionale possa beneficiare del finanziamento comunitario ai sensi del 7° Programma quadro di ricerca e sviluppo (PCRD).
La Commissione, che non ha competenze per proporre una legislazione volta ad inquadrare la ricerca scientifica al livello europeo, ha istituito “un meccanismo rispettoso delle disposizioni legislative degli Stati membri, molto serio e rigoroso riguardo alle questioni etiche”, ha ricordato Jean-Michel Baer, Direttore all’Unità Scienza e Società della Commissione europea. La Commissione non può né vietare né costringere uno Stato membro a fare ricerca sulle cellule staminali embrionali, ma taluni progetti nazionali, approvati dal Gruppo europeo d’etica (EGE), e dopo il parere del comitato nazionale d’etica, possono beneficiare di un finanziamento comunitario ai sensi del 6° PCRD, quando la legislazione vigente nello Stato membro autorizza la ricerca sulle cellule staminali embrionali.
La Commissione propone di prorogare questo meccanismo per il 7° PCRD del 2007-2013, ma 70 deputati conservatori e Verdi del Parlamento europeo hanno rivolto in settembre una lettera aperta al Presidente della Commissione, José Manuel Barroso, affermando che sia inaccettabile, per motivi etici, che la ricerca sulle cellule staminali embrionali possa beneficiare di un finanziamento comunitario (vedi EUROPE n. 9034).
In reazioni a queste pressioni, 170 deputati europei di vari gruppi politici hanno cofirmato un’altra lettera rivolta al Presidente Barroso per difendere la libertà della ricerca come viene affermata nell’articolo 13 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE (vedi EUROPE n. 9059). “A lungo termine, l’unica etica saggia consiste nel permettere di esplorare tutte le opzioni possibili e poi, spetta a ciascuno decidere come vuole essere curato. Non si può continuare ad appoggiarsi su preconcetti ideologici che rappresentano una sola tendenza”, ha avvertito il Professor Demetrio Neri, del Consiglio nazionale di bioetica in Italia.
“Vogliamo che i nostri scienziati abbiano la possibilità di prendere iniziative in tutti i settori che ricercano la verità e il progresso”, ha dichiarato il Presidente del gruppo ALDE al Parlamento europeo, Graham Watson, insistendo: “Dobbiamo dare alla ricerca i mezzi per essere creativa”.