Elena Cattaneo: «Sarebbero sufficienti per studiare le staminali»

ROMA – Elena Cattaneo, lei studia all’Università di Milano le cellule staminali applicate alla cura della Corea di Huntington. Quindi è favorevole a usare gli embrioni orfani per la ricerca?
«L’importante è che sia stabilita una finalità, che non restino a marcire nei congelatori, sarebbe la via peggiore. Quindi anche l’adozione sarebbe una buona scelta. Certo per i ricercatori quei 400 embrioni costituirebbero una risorsa preziosa. Le staminali dell’embrione sono un ottimo campo di studio grazie alla loro stabilità. Capiremmo meglio i meccanismi che regolano le staminali adulte. I due filoni di ricerca non possono essere distinti, è questo che non si vuol capire. L’uno è necessario all’altro».

E allora che ne dice della proposta di legge di Rutelli che stanzia 50 milioni solo per studi sulle cellule staminali adulte e vieta l’impiego delle linee cellulari embrionali già esistenti?
«È una proposta folle, senza basi scientifiche, in antitesi con l’universalità della ricerca e incompatibile con i programmi dell’Unione Europea. Speriamo che non abbia mai seguito. Oltretutto viene stanziato un milione per informare i cittadini italiani sulle potenzialità terapeutiche delle staminali adulte».

Sarebbero sufficienti 400 embrioni come materiale per la ricerca?
«Sono un buon numero per far derivare nuove linee cellulari, perché le tecniche sono sempre più efficienti».