Ecco perché dire i si: le coppie raccontano

Assunta Sarlo
Referendum sulla fecondazione: i guai della legge 40, le ragioni di chi la subisce

Peggiorano i risultati in Italia,aumentano i viaggi all’estero, cresce quello che nessuna statistica e in grado di misurare ma che è tangibile nelle storie delle coppie che attraversano questa esperienza: il dolore, il senso dì fallimento, la paura di dover arrendersi. Umanissimo desiderio il loro: avere un figlio, ricorrendo alle tecniche di fecondazione assistita, unica strada che l’infertilità o il rischio di trasmettere gravissime malattie genetiche lasciano loro. Davanti hanno gli ostacoli della legge 40 approvata lo scorso anno: legge dei divieti che, non per l’intero testo, ma per 4 sue parti verrà sottoposta a referendum abrogativo 12 giugno.

Hanno bisogno — quelle coppie — di convincere a votare e a votare 4 sì sui quesiti referendari chi della legge e della questione sa molto poco e però viene quotidianamente bersagliato da una richiesta di astensione per far mancare il quorum e da una rappresentazione caricaturale delle posizioni in campo. Come se sul terreno di questa legge si misurassero da un lato sensibili sostenitori cattolici e non di un non meglio spiegato diritto alla vita dell’embrione e dall’altro fan del «bambino a tutti i costi» possibilmente perfetto o scienziati che vogliono mano libera in un territorio delicato come la genetica umana,entrambi senza interrogarsi sul concetto di limite.

Della scienza come del desiderio di avere un figlio. Non e così e per spiegarlo alcune delle associazioni che partecipano al comitato No alla legge 40(Amica cicogna, Cittadinanzattiva Toscana, Hera, L’Altra cicogna, Lega italiana Fibrosi cistica, Madre Provetta, Mamme on line) si sono affidate ad uno strumento potente di demistificazione, seppur contenuto in un libretto snello (info: www.editricemammeonline line.net). Far parlare direttamente i protagonisti, donne e uomini, della fecondazione assistita. La presentazione di “Le nostre storie per i tuoi Sì