E siccome non c’è il testamento biologico possiamo solo spararci un colpo di pistola?

di F. Orlando

Cara Europa, scusate se non ci firmiamo per esteso, la nostra Prato è una piccola città: dove, per esempio tutti sapevano dei dramma della signora Mara Tani, 82 anni, malata "terminale" di alzheimer, e del marito Vitangelo Bini, 77 anni, che l`ha uccisa in ospedale con tre colpi di pistola per porre fine alle sue inenarrabili sofferenze. E la nostra compagna senatrice che da un anno e mezzo si balocca in senato col testamento biologico, senza concludere, a che pensa?

AV e VG – Prato.

Cari AV e VG, comprendo la vostra rabbia di cittadini umiliati ed offesi, è anche la mia e di moltissimi altri, non tanti tuttavia da spingere politici, intellettuali, moralisti, preti, medici a dar vita a una rivolta morale e politica contro la "tortura" nella medicina italiana, praticata in nome di Ippocrate e della religione, oltreché di leggi doverosamente caute. Su Ippocrate e sulla religione ho poco da dire, per incompetenza: di Ippocrate so soltanto che molti sanitari gli mettono le corna in privato, dopo averne predicato in pubblico l`interpretazione estremistica dei principi. Per la religione ho il dubbio che la tortura del malato fino all`ultimo alito di vita sia una sua prescrizione (vedi Giovanni Paolo II e il suo rifiuto di un ultimo ricovero), o non piuttosto di burocrati e fondamentalisti che volta a volta ne assumono le ragioni.

Della "vostra" compagna senatrice, che ancora non riesce a definire un testo concordato di testamento biologico, non ho notizie: ho soltanto ascoltato qualche giorno fa una sua dichiarazione in cui dà per imminente l`avvio della legge; così come ne ho ascoltata un altra del medico Riccio (l`anestesista del caso Welby) che definisce il testamento biologico "testamento di vita" per tenerlo ben distinto dall`eutanasia, come confondono le anime pie: quelle per le quali nulla deve essere fatto per le pecorelle del gregge, finché morte non sopravvenga (per i lupi di guardia, non c`è problema: ricchi e potenti trattano in privato ogni argomento, anche la propria fine, dentro o fuori le norme morali e giuridiche). 2 così che le cronache si arricchiscono di episodi di suprema disperazione. Dopo Monza, dove Ezio Forzati, 49 anni, irruppe pistola in pugno nell`ospedale San Gerardo e staccò il respiratore alla moglie Elena di 46 anni (assolto); dopo Sondrio, dove un signore di 77 anni lanciò dal quarto piano dell`ospedale la moglie ottantenne prima di seguirla nel tragico volo, ecco Prato, con le tre pallottole in camera da letto. Chissà cosa ne pensano i difensori della vita usque ad sanguinem. Chissà se il procuratore della repubblica della vostra città vorrà spiegare ai suoi investigatori, naturalmente già convinti (come leggo dai giornali) che il gesto sia stato «premeditato», che ff vero problema sta nella premeditazione o meno della "tortura" a una donna ultraottantenne in fase terminale: la legge italiana consente ai medici accanimenti o sadismi? 2 questo che dovrebbe dire il tribunale di Prato. Quante volte i magistrati italiani – dal divorzio al delitto d`onore – hanno precorso e spinto i pavidi politici italiani a prendere decisioni, che senza le loro sentenze non avrebbero mai avuto il coraggio di prendere.