E’ scontro sul concetto di embrione. I difensori della legge: è persona. I referendari: prevalgono i diritti della donna

1 Speranza per i malati

Per liberare la ricerca e la speranza di cura di milioni di malati. I ricercatori potrebbero utilizzare i circa 3Omila embrioni sovrannumerari, congelati nei centri di fecondazione assistita, perstudiare l’impiego delle cellule staminali per la cura di malattie gravi, tra cui Parkinson, Alzheimer, diabete e sclerosi. Tale obbiettivo si può raggiungere con la donazione terapeutica, vietata anche se non ha nulla a che fare con la donazione di esseri umani. Si porrebbe fine anche all’ipocrisia dei ricercatoriche utilizzano cellule importate dall’estero

2 Più tutela per la donna

La legge 40 obbliga il medico a trattamenti pericolosi per la salute della donna. Occorre, invece, tutelare la libertà di scelta di chi ha problemi di fertilità. Eliminando il divieto di congelamento degli embrioni e l’obbligo di impiantarli tutti, in un unico intervento,cosa che può produrre gravidanze trigemellari. Da eliminare anche il divieto di crioconservare gli embrioni, che limita le probabilità di successo della fecondazione assistita, costringendo la donna a ripetuti trattamenti di stimolazione con aumento dei rischi per la salute.

3 In pericolo la “194”

La legge introduce per la prima volta nel nostro ordinamento giuridico il principio di equivalenza tra embrione e persona. Quindi, contraddice in modo palese la “194” negando che i diritti della madre sono diversi. E affermando, invece, che un ovulo fecondato e un individuo umano sono alla pari, con gli stessi diritti. Il contrasto con le norme contenute nella “194” inoltre rimette in discussione la legge di interruzione della gravidanza, approvata dagli italiani nel 1981.

4 Il donatore salva la coppia

Uno degli effetti paradossali della legge è quello dì impedire di avere un figlio quando uno dei due partner, o entrambi, sono sterili. Occorre, invece, liberalizzare la fecondazione eterologa, con il donatore esterno alla coppia. Per esempio, le donne che a causa di un trattamento di chemioterapia sono diventate sterili non hanno speranze, non potendo accettare la donazione di ovuli fecondati. Tra l’altro non esiste alcuna prova scientifica che il bimbo nato da donazioni abbia nella vita dei problemi.

La clonazione è un grave abuso. Per i cattolici la ricerca clinica sugli embrioni è inaccettabile perché l’embrione è considerato persona fin dal concepimento. Da qui la difesa della legge 40, che vieta la manipolazione, il congelamento e anche l’utilizzo delle cellule staminali per scopi terapeutici. Si sostiene che la scienza non può diventare uno strumento contro l’uomo, valore della vita e le leggi morali e naturali. Gli stessi principi sono portati a sostegno del «no» alla donazione
umana, vista come un sovvertimento e un abuso.

2 L’embrione non è “merce”

Non si ammette che sì possano creare embrioni in sovrannumero, per evitare il rischio che quelli non impiantati nell’utero materno possano essere congelati e poi utilizzati per scopi di ricerca. Anche in questo caso si parte dal principio che l’embrione è vita e la vita va difesa. Attraverso la legge si impone di produrre non più di tre embrioni alla volta, tutti da impiantare obbligatoriamente subito, per impedire possibili speculazioni o la costituzione di “banche” che potrebbero alimentare un “mercato” di embrioni e cellule staminali.

3 Il concepito ha pari diritti

I sostenitori della legge ifendono i diritti di tutti i soggetti coinvolti nella pratica di fecondazione, a partire dal concepito e non ammettono che gli scienziati producano embrioni per scopi sperimentali. Temono forme di sfruttamento e riconoscono al concepito gli stessi diritti della persona, tanto che non viene ammessa la diagnosi pre-impianto, neppure nel caso in cui uno o entrambi i genitori siano portatori sani di malattie geneticamente trasmissibili.

4 Il padre non può restare anonimo

Due le ragioni del «no». Il rifiuto che ci sia un atto procreativo con un donatore esterno alla coppia, sia che si tratti di un uomo, con la donazione dello sperma; sia che si tratti di una donna, con la donazione di un’ovocita. I cattolici ammettono unicamente la fecondazione omologa, ossia con tecniche che utilizzano gameti della coppia stessa. Inoltre, si vuole che ogni nato sappia chi è il padre naturale. La fecondazione eterologa, invece, prevede che il donatore resti anonimo.