Non gli rinnovano la patente perché è gay. La notizia – detta così – è di quelle che farebbero fare un salto sulla sedia anche a Giovanardi, e che – in effetti l’ha fatto fare a tutte le organizzazioni gay e a buona parte della sinistra. Ma la verità sul caso di Cristian Friscina, 33 anni di Brindisi, è più complessa e fa pensare a un caso di mala burocrazia oltreché di discriminazione sessuale.
La cosa inizia nel 1999, quando il giovane si reca alla vista di leva e dichiara la verità sul suo orientamento sessuale:“Sono gay”. La legge, già allora, non annoverava l’omosessualità come motivo sufficiente per l’esonero, se – però – questa condizione comportava un disagio che avrebbe messo in difficoltà l’aspirante recluta, era prassi che l’esonero venisse dato. E così il medico militare di Bari “riformò” il ragazzo, associando alla sua decisione la motivazione per cui “la patologia poteva risultare pregiudizievole per il possesso della patente”, e inoltrò il fascicolo alla motorizzazione civile.
L’addetto della motorizzazione, sintetizzò tutta la spiegazione del medico in una sola parola, “patologia” (niente di più) e con questa indicazione convocò Cristian per una visita. O meglio: ritenne di doverlo convocare, perché di fatto non lo fece: Cristian non ricevette mai alcuna comunicazione, quindi non si presentò alla visita e, per tutta risposta, la patente gli venne sospesa, a sua insaputa. Cristian, così, ha guidato – ignaro per dieci anni con una patente non valida. Fino al giorno in cui è andato a rinnovarla e ha scoperto che esisteva una nota dell’ospedale militare e una grave omissione da parte della motorizzazione.
L’associazione Rete Lenford, che si occupa della tutela legale delle persone gay, ha prontamente inoltrato una protesta “per vie gerarchiche”, cioè non tramite un tribunale ma direttamente al ministero dei Trasporti, il quale, preso atto della cosa ha accolto l’istanza e Cristian riavrà la patente.
Ora, però, il giovane potrà comunque procedere e chiedere danni, in quanto alla base di tutto – esonero militare, convocazione della motorizzazione, sospensione della patente – c’è il suo orientamento sessuale.
Una interrogazione ai ministri dei Trasporti e della Difesa è stata presentata dalla radicale Rita Bernardini.