e la maggioranza dei vescovi, da mesi predica la necessità di disertare le urne referendarie.
Allora, don Zega, il cattolico che deve fare di fronte al prossimo referendum? E’ giusto che resti a casa o è meglio che vada a votare?
“L’oggetto dell’appello va al di là dell’andare o meno alle urne. E’ una iniziativa che richiama il primato della liberta di coscienza sulle scelte imposte dall’alto. Di fronte a tematiche delicate e fondamentali conte procreazione, embrioni, ricerca scientifica, sarebbe stato meglio aprire una discussione alta e serena, senza pregiudizi,senza steccati e senza reciproche scomuniche. Si è persa, per di più,l’occasione di opporsi all’assalto dei referendari alla legge 40 sulla procreazione assistita, una legge non cattolica, che ha pur sempre bloccato il Far West in questo campo.
Ma lei cosa pensa dell’invito all’ astensione?
“L’ho gia detto in tempi non sospetti, quando il cardinale Ruini all’inizio dell’anno parlò per la prima volta della necessità di non andare a votare. L’astensione, dissi allora, pur essendo legittima non era una scelta nobile. E lo ribadisco oggi, anche se non ho mai predicato contro chi invita a disertare le urne. Ognuno si regoli come crede, interpellando, appunto, la propria coscienza