La legge irlandese sull’aborto, una delle più restrittive in Europa, finisce davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo: a portare avanti l’azione legale contro la normativa sono tre donne che affermano che il divieto di interruzione di gravidanza è una violazione della Convenzione europea per i diritti dell’uomo.
In Irlanda, Paese profondamente cattolico, l’aborto è illegale a meno che la vita della donna non sia in grave pericolo. Ma le tre donne che si battono contro la normativa irlandese, affermano che il viaggio all’estero che sono state dl gravidanza costrette a fare per interrompere la loro gravidanza ha messo ha rischio la loro salute e il loro benessere, diritti tutelati dalla Convenzione europea per i diritti umani. Un portavoce dell’Associazione dei Centri per la Pianificazione Famigliare irlandese ha dichiarato di «sostenere un cambio alle leggi attuali» che ha descritto conce «draconiane», facendo notare che sono quasi 140 mila le donne irlandesi che negli ultimi 30 anni sono andate in Gran Bretagna per abortire.
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