“Quello che è successo è semplicemente vergognoso. Ho anche scritto una lettera al sindaco Gianni Alemanno per denunciare quanto è accaduto”. Ha dovuto aspettare per quaranta minuti per potere votare e solo dopo l’intervento dei carabinieri. A Fiamma Satta – scrittrice, giornalista, blogger, autrice e conduttrice radiofonica – nel 1993 venne diagnosticatala sclerosi multipla. Ieri mattina, con le stampelle, insieme al figlio è andata al seggio elettorale in via Giulia, nel liceo Virgilio, dove non c’è l’ascensore. A causa dei problemi di disabilità non poteva raggiungere la sezione 1701 al secondo piano. Al piano terra c’è un’urna apposita proprio per persone disabili, ma il presidente della sezione si è rifiutato di scendere poiché – diceva lui – il regolamento lascia tutto alla sua discrezione. Sono stati chiamati i carabinieri e a quel punto due scrutatori sono scesi e hanno consentito a un cittadino di esercitare un proprio diritto: Fiamma Satta ha potuto votare.
Ieri pomeriggio Fiamma Satta ha pubblicato sul suo blog (diversamenteaff-abile.gazzetta.it/) la lettera scritta ad Alemanno. Spiega: “Caro Sindaco, richiedo una maggiore attenzione alle categorie delle persone gravate da difficoltà predisponendo il servizio dei seggi elettorali in modo più consono, e predisponendo un concreto e intelligente servizio informativo, anche in merito al comportamento che i presidenti di seggio debbano tenere. In un paese civile l’attenzione al prossimo in difficoltà, che sia un invalido, o un anziano, o una donna incinta, è ritenuto un sacrosanto dovere. Vivo in una bella città, forse la più bella del mondo, vorrei fosse anche una città civile”.
Fra i presenti al seggio di via Giulia, in molti hanno espresso solidarietà a Fiamma Satta. C’erano Carlo Verdone, il presidente di Nessuno Tocchi Caino, Sergio D’Elia, i politici Giorgio La Malfa, il segretario di Radicali Italiani, Mario Staderini, e Filippo De Robilant portavoce di Emma Bonino. “Anche una signora di 92 anni – racconta Staderini è stata mandata alla scuola Trento e Trieste a via dei Giubbonari, dove naturalmente non poteva votare. È poi tornata al liceo Virgilio a via Giulia dove nel frattempo lo stesso problema si è posto per l’altra signora con le stampelle”.
Conclude Fiamma Satta:“Non è possibile che un disabile o un anziano possano esercitare il proprio diritto al voto solo a discrezione del presidente di seggio”.
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