Dico, il Pdl boccia l’idea Brunetta-Rotondi

Una proposta per introdurre una legge sulle coppie di fatto. E scoppia la bufera. Renato Brunetta (laico) e Gianfranco Rotondi (cattolico), assicurano che non si tratta di ripristinare i vecchi Dico del governo Prodi, ma il senso è comunque quello di garantire diritti a chi convive, gay compresi. E non basta neanche che i due ministri precisino che la loro per ora è solo una riflessione culturale, laica, fatta come persone non come membri di governo, e che comunque deve passare per le aule parlamentari. Italo Bocchino, presidente vicario dei deputati del Pdl, taglia corto: «Il progetto non fa parte del programma di governo, né di quello della maggioranza. Si tratta di un’iniziativa di due autorevoli esponenti politici che intervengono su una questione che, per la sua delicatezza, va lasciata alla libertà di coscienza dei singoli. Detto questo, ed essendo personalmente contrario ai Dico, penso che non ci sia in Parlamento la maggioranza per approvare una cosa del genere». A insorgere è il sottosegretario Carlo Giovanardi, titolare della delega alla famiglia. Un «no» chiaro e tondo: «il programma di questo Governo e di questa maggioranza recita testualmente che per noi la famiglia è la comunità naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna, e verso questa realtà, così scolpita dalla Costituzione, devono essere indirizzate tutte le politiche che riguardano gli interventi necessari per far fronte a una situazione italiana che registra un preoccupante calo della natalità e l’invecchiamento della popolazione». Gli unici a inneggiare a Brunetta e Rotondi sono i gay di centrodestra, raccolti nell’associazione Gaylib – ieri già Arcigay aveva espresso contentezza per l’iniziativa dei ministri – e i radicali dell’associazione Certi Diritti che si dicono disponibili a collaborare alla stesura del ddl. Plaude anche la parlamentare dell’Italia dei valori Silvana Mura, che però si mostra scettica sulle possibilità di sopravvivenza dell’iniziativa. Paola Concia del Pd si era già detta disponibile a sottoscrivere la proposta se condivisibile nei contenuti. ma lo storico presidente dell’Arcigay, Franco Grillini, non dà credito all’idea Brunetta-Rotondi: «Non credo nella politica degli annunci. Credo che sia uno spot. Due ministri annunciano una cosa e finiscono sulle prima pagine. Ma poi, quand’è che viene presentata la proposta, assegnata in Commissione, dov’è il testo, quando si discute?».