Dall’Italia arriva la nuova molecola

Maurizio Maria Fossati

ORLANDO (Usa) LEUCEMIA mieloide cronica: i nuovi farmaci stanno cambiando la storia della malattia che diventa, giorno dopo giorno, meglio curabile. Oggi la sopravvivenza dei pazienti ha raggiunto il 95 per cento a 8 anni, un successo conquistato anche grazie all’importante contributo clinico degli ematologi italiani. E la conferma arriva dal 52’ Convegno annuale dell’ ‘American Society of Hematology’ tenutosi a Orlando. La svolta decisiva era stata imboccata tre anni fa con la scoperta di una nuova molecola, il dasatinib, nato nei laboratori Bristol-Myers Squibb. OGGI arriva l’ ‘incoronazione ufficiale’, supportata dai risultati che sono stati presentati al Congresso di Orlando a 18 mesi dal termine dello studio internazionale ‘Dasision’, condotto su 519 pazienti di 26 Paesi, inclusa l’Italia.

Oggi, infatti, l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha espresso parere favorevole per l’impiego del dasatinib come ‘farmaco di prima scelta’ nella cura della leucemia mieloide cronica. E ora l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) dovrà deciderne la fascia di rimborsabilità del medicinale, estremamente facile da usare: prevede infatti l’assunzione per bocca (una compressa al giorno). “La leucemia mieloide cronica – spiega Michele Baccarani (nella foto), professore all’Università di Bologna – è un tumore delle cellule del sangue e del midollo osseo a progressione lenta la cui prevalenza sta aumentando poiché i pazienti vivono più a lungo. Ogni anno in Italia si registrano circa 1.000 nuove diagnosi. Ha un’incidenza del 15 per cento rispetto a tutte le leucemie degli adulti e di circa il 2-3 per cento rispetto a quelle dell’infanzia. Oggi, l’ampliato ventaglio farmacologico, oltre a favorire la cura migliore, abbassa anche l’ansia dei malati che si sentono più sicuri sapendo di non essere legati a un unico farmaco e al rischio di non poterlo assumere a causa di intolleranze o effetti collaterali negativi.

Dobbiamo quindi rallegrarci di possedere dasatinib, una nuova, potente arma per il trattamento di prima linea della leucemia mieloide cronica Philadelphia positiva”. Il progresso nella lotta a questa malattia è stato rapido, ma non privo di difficoltà. Fino a una decina d’anni fa c’erano solo chemioterapia, interferone alta e trapianto di cellule staminali da midollo osseo o da sangue periferico. PIÙ RECENTEMENTE le terapie a bersaglio molecolare (in particolare gli inibitori di tirosin chinasi) sono diventati il trattamento d’elezione. Ma ben presto ci si è accorti che la molecola usata (imat.inib) nel 25 per cento dei pazienti trattati creava resistenza primaria o secondaria, cioè perdita di efficacia. E alcuni malati dovevano addirittura sospendere la cura a causa degli effetti collaterali. Ecco perché oggi viene accolta con grande sollievo l’approvazione europea dell’utilizzo della nuova molecola, dasatinib, come farmaco di prima scelta per tutti i pazienti leucemici mieloide-cronici, compresi quelli che hanno manifestato resistenze o intolleranze alle terapie precedentemente utilizzate. Un farmaco che in vitro ha dimostrato di essere 325 volte più attivo del predecessore nell’inibire la proteina responsabile della progressione del male.

 

© 2010 Associazione Luca Coscioni. Tutti i diritti riservati