Sarebbero migliaia le donne che avrebbero già deciso di conservare una minima parte dei liquido amniotico (3 millilitri, prelevati durante l’amniocentesi) per garantire al proprio bambino un patrimonio biologico di cui disporre, in futuro, per applicazioni terapeutiche nella medicina rigenerativa e nella terapia cellulare. È il dato fornito dal centro che in Italia offre il servizio a pagamento da tre anni in Italia. Conservare le cellule per 19 anni costa 980 euro. Questo metodo Banca La macchina per il liquido amniotico permetterebbe di curare, qualora cene fosse il bisogno, oltre i propri figli anche se stessi e gli altri membri della famiglia, al contrario dei cordone ombelicale «che va donato sì, ma per gli altri», precisano gli esperti. Come spiega Giuseppe Simoni, direttore scientifico del Biocell Center di Busto Arsizio (Va), «nel liquido amniotico sono presenti cellule staminali mesenchimali pluripotenti con una elevatissima capacità di differenziazione», in grado cioè di replicarsi in molte linee cellulari, quali quelle dei tessuto osseo, muscolare, nervoso, cartilagineo o dei sangue. Ad oggi sono 160 le applicazioni cliniche sull’uomo in fase di approvazione.
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