Dai tessuti ai farmaci, nuove frontiere di cura

Silvia Baglioni

Il nuovo rapporto sulle biotecnologie in Italia, presentato in questi giorni a Milano, ha rivelato, in ambito medico, ben 302 progetti in sviluppo: 69 in fase di studio precoce, 89 in preclinica e 144 in clinica, di cui 10 hanno raggiunto l’ultimo stadio (fase III). Gli ambiti più promettenti sono le nanotecnologie biomediche, la terapia cellulare e quella genica, e i farmaci "intelligenti". I 10 prodotti più vicini al mercato si riferiscono alle aree dell’ingegneria tissutale, della neurologia, delle malattie cardiovascolari, dell’oncologia, delle malattie autoimmuni e dell’infiammazione.

Nasce a Faenza il "biomimetico", conosciuto come MaioRegen, capace di rigenerare perfettamente lesioni ossee e cartilaginee a carico del sistema muscolo scheletrico. Si tratta di una struttura ingegnerizzata (scaffold) costituita da tre strati di fibre di collagene in cui sono inclusi dei cristalli inorganici di dimensioni nanometriche. Lo scaffold è in grado di agire da "impalcatura" di sostegno, consentendo l’alloggiamento di cellule midollari presenti nel sangue. Tali cellule, una volta posizionate, vanno incontro a un processo di differenziamento che promuove la rigenerazione dei tessuti cartilagineo e osseo. Molto vicini all’ingegneria anche altri prodotti biotec in sperimentazione, come la colla di fibrina, importante sia per il suo potere sigillante che emostatico, e l’EryDex, un presidio farmacologico che permette di incapsulare nei globuli rossi del paziente un farmaco anti-infiammatorio cortisonico per ottenerne, così, un lento e graduale rilascio (fino a 30 giorni).

L’EryDex permetterà di mantenere stabile la concentrazione plasmatica del principio attivo, aumentandone il potere antiinfiammatorio e riducendone le conseguenze indesiderate. Con le biotecnologie sarà possibile soddisfare le grandi aspettative che lo studio del patrimonio genetico ha suscitato. Ne è un esempio la terapia cellulare che ha come oggetto i linfociti T ingegnerizzati (TK008) che, una volta trapiantati in pazienti con leucemie acute, permettono di controllare le principali complicanze e controindicazioni associate al trapianto di midollo, incrementando sia la sopravvivenza dei pazienti, sia il numero di donatori prontamente disponibili. Risposte biotec alle patologie più gravi: trombosi (per esempio con l’antitrombotico Defibrotide), tumori (gli anticorpi come l’Abagovomab prevengono le forme recidive di tumore ovarico), leucemia, malattie neurodegenerative (farmaci intelligenti come il Safinamide possono coadiuvare la terapia del Morbo diParkinson), il dolore cronico e le malattie rare.

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