Da superlaici diciamo: brava Bindi

Onore delle armi a Rosy Bindi. (…) Col disegno di legge sui Dico aveva tentato un compromesso onorevole se non del tutto soddisfacente, che consentisse di porre fine a un indesiderabile scontro tra cattolici e laici. Immaginava certo di incontrare resistenze e opposizioni (…) ma non poteva forse immaginare che il trattamento peggiore le sarebbe stato riservato da quelli della sua parte, dai teo-con, dai teo-dem, ma in primo luogo da una Chiesa dimostratasi chiusa e arroccata sui suoi principi.

Al Family Day, c’erano scritte aggressive contro di lei quasi come contro Pannella. Ha, perché no?, la nostra solidarietà umana. Subito dopo, la sua Conferenza razionale sulla famiglia è naufragata prima di cominciare, per la defezione di quanti avrebbero potuto essere gli interlocutori di un dialogo approfondito, serrato, di ampia portata. Ma se l’è cercata, è lei che ha escluso i gay dal dibattito. Ha però qualche scusante: se avesse accettato il contraddittorio, i suoi l’avrebbero “sbranata”. Alla fine la conferenza si è afflosciata, trasformandosi in una mediocre assemblea sindacale o corporativa. (…) Il cardinale Bagnasco ha colto l’occasione per aprire un piccolissimo spiraglio dì attenzione ai “diritti individuali” purché, ha sottolineato, siano diritti “veri”. Poco men che nulla (…) tanto, lo scontro vero sarà sul testamento biologico. Ma in questo campo il referente principale sarà, se non andiamo errati, Livia Turco. Rimpiangeremo la Bindi?