Diversamente da quanto si possa pensare, ci sono state già molte adesioni e molti Comuni si sono attivati per accogliere le richieste dei cittadini in merito al testamento biologico. Se la propria amministrazione non avesse ancora provveduto ad attrezzarsi, è possibile chiedere l’istituzione del registro del testamentobiologico contattando dei rappresentanti istituzionali o formulando una proposta come liberi cittadini.
«Le vicende Englaro-Welby-Nuvoli – si legge sul sito dell’associazione – hanno dimostrato che in Italia esiste, almeno sulla carta, un diritto a veder rispettate le proprie volontà, anche se manca una legge che ne garantisca l’effettivo e pieno rispetto. Il Testamento biologico online rappresenta uno strumento semplice e accessibile per sottrarre le nostre scelte all’arbitrio dello Stato etico, nella speranza che si possa presto fare una legge a favore del testamento biologico, in sintonia con la stragrande maggioranza dei cittadini», sostiene Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.
Certo, ognuno di noi può condividere o meno il concetto di eutanasia ma, a questo punto, sorge spontanea una domanda: si può essere contrari alla volontà espressa da una persona riguardo la propria vita?
Tiziana Pagano