Abbiamo chiesto a Mina Welby un commento su quanto detto il 1 maggio da Andrea Rivera dal palco del concerto sindacale di San Giovanni a proposito dell’accoglienza che la gerarchia ecclesiastica ha negato a Piergiorgio e ha concesso a dittatori come Franco e Pinochet, o a uno dei capi della banda della Magliana.
Ha sentito, Mina, che putiferio che si è alzato sulle parole di Andrea Rivera?
Andrea appartiene alla Chiesa degli Ultimi, gli sono salite alle labbra le parole del cuore, e si rivolgeva a ragazzi anch’essi lasciati ultimi, negli stipendi, nei dubbi, nelle difficoltà della vita. E poi pensiamo a quanti ne muoiono sul lavoro perché non si applicano le norme di sicurezza. L’ho visto con i miei occhi, in un cantiere vicino casa; sono andata a protestare con il capo cantiere, ma figurarsi se mi ha dato retta. Tornando ad Andrea Rivera, mi auguro soltanto che qualcuno non ne approfitti per esacerbare il clima, per ostacolare iniziative legislative come quella sul testamento biologico.
Ha parlato anche di un’incapacità della chiesa a compiere un’evoluzione…
Ma senta, questa storia dell’evoluzione biologica contro cui la chiesa se la prende è proprio ridicola! Ma che contrasto mai può esserci tra il discorso di Darwin e il modo in cui Dio ha dato l’avvio alla creazione?! Quando da ragazza andavo al Liceo fu proprio un’insegnante cattolica italiana, di lingua tedesca e addirittura di fede quacchera, a insegnarci la teoria darwiniana della specie.
Dopo il funerale pubblico in Piazza Don Bosco ha riparlato con il parroco?
Certo; lui ricorda spesso il nome di Piergiorgio durante la messa, questo è vero, però quel giorno gli ho detto che avrebbe fatto meglio a disubbidire alle gerarchie, ad ubbidire alle ragioni e ai cuori dei suoi fedeli, anche a costo di rimetterci il posto, perché in quel modo avrebbe fatta più vera la chiesa. Di fatto, ora Piergiorgio è ancora in un frigorifero di Prima Porta, in attesa che si chiuda l’inchiesta giudiziaria, per essere cremato o sepolto. Non so perché, ma questo mi ricorda tanto la tragica situazione di Antigone a cui si vietava di dare sepoltura a suo fratello a causa di un interdetto di legge.
Enrico De Pedis della banda della Magliana è sepolto tra prìncipi, artisti e altre personalità in una cripta di Sant’Agnese in Piazza Navona
Sì, lì ci sono state silenziose, ma lucrose donazioni… Io, invece, proprio come Antigone, ho scelto di dichiarare pubblicamente le intenzioni di Piergiorgio… In quanto a Piazza Navona, ora mi interessa soltanto di incontrare là i lettori di Off il 12 maggio prossimo alla manifestazione dell’orgoglio laico.