Giulio Cossu dirige l’istituto per la ricerca sulle cellule staminali del San Raffaele di Milano.
E’ vero che l’attuale legge penalizza la ricerca scientifica?
«Se la legge fosse mantenuta chi volesse lavorare sulle cellule embrionali sarebbe costretto ad acquistarle all’estero, cellule di quarta mano».
Sono acquisti legali?
«Sì. purché le cellule non superino una certi età».
Queste cellule curano davvero Alzheimer e Parkinson?
«Rappresentano una grande promessa, se sarà mantenuta o no lo potranno stabilire solo gli esperimenti futuri. E’ vero che finora non hanno curato alcun essere umano, del resto esperimenti in tal senso non sono stati ancora tentati, le staminali embrionali sono state isolate solo sette anni fa. Ma sui topi hanno curato Parkinson e immunodeficienze.»
Dicono che le staminali embrionali siano ingestibili a causa della loro caotica ed eccessiva riproduzione.
«Bisogna prima di tutto vedere se le cellule di topo e quelle umane si comportano allo Stesso modo. In ogni caso c’è un rimedio al problema. Si utilizza un gene capace di selezionare, tra tutte le cellule a disposizione, quelle che hanno già cominciato il processo dì differenziazione. Se mi servono cellule di cuore, il gene mi indica quelle predestinate al cuore».
I cattolici dicono che lo zigote è un essere umano in potenza, sopprimerlo un crimine.
«L’embrione è un progetto dì vita, non una vita E’ una legge di natura creare più embrioni di quelli che effettivamente si svilupperanno, due su tre sono destinati a morire. Dei 30 mila embrioni attualmente congelati in Italia, 20 mila non sarebbero mai nati neanche per via naturale. Equivalgono a cadaveri, quando questo polverone finirà rischiano di finire nella spazzatura».
Lei quindi suggerisce di utilizzare per la ricerca i 30 mila embrioni esistenti?
«Esatto. Con gli embrioni esistenti potremmo creare linee di cellule staminali che basterebbero per moltissimi anni. Potremmo vedere se funzionano, dopodiché decidere il da farsi. Invece il fronte cattolico ne fa una questione di principio».
I cattolici vi accusano di non rispettare la vita umana.
«Non e vero che non abbiamo rispetto della vita umana. Ma davanti a pazienti che soffrono, se esistessero cellule in grado di guarirli, non avrei dubbi su chi sacrificare».
In ballo il concetto di persona. Quand’è che nasce la persona?
«La scienza non lo sa. Sappiamo quando si sviluppa il sistema nervoso, non quando nasce la persona. Per i cattolici un ovocita è una persona, per me no»
In Italia la ricerca scientifica viene sempre, in un modo o in un altro, penalizzata.
«Lo scienziato da noi è visto come un idraulico, non può pensare di interpretare la realtà, la verità è innata e indagabile solo dai filosofi. Una visione umanistica, crociana, dai risultati deleteri».
E’ vero che l’attuale legge penalizza la ricerca scientifica?
«Se la legge fosse mantenuta chi volesse lavorare sulle cellule embrionali sarebbe costretto ad acquistarle all’estero, cellule di quarta mano».
Sono acquisti legali?
«Sì. purché le cellule non superino una certi età».
Queste cellule curano davvero Alzheimer e Parkinson?
«Rappresentano una grande promessa, se sarà mantenuta o no lo potranno stabilire solo gli esperimenti futuri. E’ vero che finora non hanno curato alcun essere umano, del resto esperimenti in tal senso non sono stati ancora tentati, le staminali embrionali sono state isolate solo sette anni fa. Ma sui topi hanno curato Parkinson e immunodeficienze.»
Dicono che le staminali embrionali siano ingestibili a causa della loro caotica ed eccessiva riproduzione.
«Bisogna prima di tutto vedere se le cellule di topo e quelle umane si comportano allo Stesso modo. In ogni caso c’è un rimedio al problema. Si utilizza un gene capace di selezionare, tra tutte le cellule a disposizione, quelle che hanno già cominciato il processo dì differenziazione. Se mi servono cellule di cuore, il gene mi indica quelle predestinate al cuore».
I cattolici dicono che lo zigote è un essere umano in potenza, sopprimerlo un crimine.
«L’embrione è un progetto dì vita, non una vita E’ una legge di natura creare più embrioni di quelli che effettivamente si svilupperanno, due su tre sono destinati a morire. Dei 30 mila embrioni attualmente congelati in Italia, 20 mila non sarebbero mai nati neanche per via naturale. Equivalgono a cadaveri, quando questo polverone finirà rischiano di finire nella spazzatura».
Lei quindi suggerisce di utilizzare per la ricerca i 30 mila embrioni esistenti?
«Esatto. Con gli embrioni esistenti potremmo creare linee di cellule staminali che basterebbero per moltissimi anni. Potremmo vedere se funzionano, dopodiché decidere il da farsi. Invece il fronte cattolico ne fa una questione di principio».
I cattolici vi accusano di non rispettare la vita umana.
«Non e vero che non abbiamo rispetto della vita umana. Ma davanti a pazienti che soffrono, se esistessero cellule in grado di guarirli, non avrei dubbi su chi sacrificare».
In ballo il concetto di persona. Quand’è che nasce la persona?
«La scienza non lo sa. Sappiamo quando si sviluppa il sistema nervoso, non quando nasce la persona. Per i cattolici un ovocita è una persona, per me no»
In Italia la ricerca scientifica viene sempre, in un modo o in un altro, penalizzata.
«Lo scienziato da noi è visto come un idraulico, non può pensare di interpretare la realtà, la verità è innata e indagabile solo dai filosofi. Una visione umanistica, crociana, dai risultati deleteri».