di Fabrizio Dragosei
Mosca, il radicale Cappato e Luxuria aggrediti da ultranazionalisti e ortodossi
Mosca – Erano meno di cento, ma ad aspettarli davanti all’ufficio del sindaco di Mosca c’erano poliziotti in assetto da guerra e controdimostranti, armati di uova da lanciare, di crocefissi e icone benedette per allontanare «Sodoma» dalla «Terza Roma». Così la manifestazione organizzata in favore del Gay pride si è trasformata nella capitale russa in una assurda messa in scena che faceva tornare in mente i peggiori momenti della repressione sovietica. Centinaia di poliziotti in divisa schierati. Tantissimi «infiltrati» in abiti civili, probabilmente agenti dell’Fsb (successore del Kgb) eredi degli uomini del quinto direttorato, quello incaricato della lotta contro la dissidenza.
I gay, tra i quali Vladimir Luxuria e altri parlamentari italiani ed europei che volevano solo consegnare un appello al sindaco di Mosca, sono stati presi a spintoni, picchiati e poi anche fermati dalla polizia che, chiaramente, spalleggiava gli ultras ortodossi e i pochi skin heads presenti. Si è arrivati al ridicolo quando un eurodeputato, Marco Cappato, ha iniziato a protestare con la polizia perché gli ultras picchiavano i suoi compagni. Per tutta risposta gli Omon (truppe speciali del ministero dell’interno) lo hanno caricato sul cellulare. Poi tutti al commissariato per alcune ore. Due russi, responsabili di organizzazioni gay, sono stati arrestati per «violazione delle leggi sul traffico», lunedì compariranno davanti al magistrato. Il sindaco Yuruj Luzhkov, che già aveva definito la sola idea di tenere a Mosca il Gay pride «un atto di Satana», sembra deciso a tirare avanti per la sua strada, non lasciando alcuno spazio al dissenso. Le associazioni gay russe avevano scelto la giornata di ieri per rimarcare l’anniversario dell’eliminazione dal codice penale del reato di omosessualità , voluta da Boris Eltsin nel 1993. Luzhkov ha negato il permesso di manifestare e così i gay hanno ripiegato sulla consegna di una lettera-appello agli uffici del sindaco. Ma questo non è stato possibile e in strada è successo di tutto, Le poche decine di manifestanti erano fronteggiate da anziane che innalzavano icone dì legno, preti con in mano la croce e giovinastri tutti muscoli che indossavano pesanti scarponi. «Questi pervertiti non devono essere autorizzati a marciare per le strade di Mosca, la Terza Roma, città santa per tutti i russi», affermava Igor Miroshnichenko, un credente. Il riferimento è alla teoria russa, che dopo la caduta di Roma e di Costantinopoli, vuole che Mosca sia diventata la culla della cristianità. Una donna con il capo coperto da uno scialle lanciava acqua benedetta contenuta in una bottiglia. Altri ultras, più concretamente, mettevano mano alle uova e tiravano calci e pugni, ignorati dai poliziotti. Nel gruppetto di quelli che volevano consegnare la lettera al sindaco c’erano anche le due cantanti russe del gruppo pop Tatu che tanto scandalo ha suscitato (anche se le due affermano di essere eterosessuali) . Fermato dunque Cappato, assieme ad altri parlamentari. In totale 31 persone, secondo una fonte della polizia. «Stavamo semplicemente e pacificamente cercando di consegnare una lettera e questo non può certo essere motivo di arresto», ha commentato l’europarlamentare olandese Sophie Int’veld. Uno dei contromanifestanti a un certo punto ha preso a pugni Peter Tatchell. un attivista britannico. In serata la polizia ha comunicato che un uomo sarebbe stato fermato per «aggressione» nei confronti di un britannico. Potrebbe essere l’ultras in questione. Presente alla manifestazione davanti al comune anche un parlamentare russo, l’ultranazionalista Aleksej Mitrofanov, del partito di Zhirinovskij. Di fronte alle violenze, che sarebbero continuate anche sui cellulari della polizia, Mitrofanov è sbottato: «Non è possibile comportarsi in questa maniera se la Russia vuole fare parte dell’Europa». Non c’è da sorprendersi troppo per questa strana affinità. Nella Russia di Putin che restringe sempre di più gli spazi per qualsiasi opposizione, capita che personaggi assai diversi tra loro si ritrovino sullo stesso fronte. Nelle manifestazioni organizzate dall’opposizione che fa capo all’ex campione del mondo di scacchi Garry Kasparov, si ritrovano sempre i giovani di Limonov, leader nazionalbolscevico. Assieme ai comunisti, ai liberali di destra, al socialdemocratici.
Mosca – Erano meno di cento, ma ad aspettarli davanti all’ufficio del sindaco di Mosca c’erano poliziotti in assetto da guerra e controdimostranti, armati di uova da lanciare, di crocefissi e icone benedette per allontanare «Sodoma» dalla «Terza Roma». Così la manifestazione organizzata in favore del Gay pride si è trasformata nella capitale russa in una assurda messa in scena che faceva tornare in mente i peggiori momenti della repressione sovietica. Centinaia di poliziotti in divisa schierati. Tantissimi «infiltrati» in abiti civili, probabilmente agenti dell’Fsb (successore del Kgb) eredi degli uomini del quinto direttorato, quello incaricato della lotta contro la dissidenza.
I gay, tra i quali Vladimir Luxuria e altri parlamentari italiani ed europei che volevano solo consegnare un appello al sindaco di Mosca, sono stati presi a spintoni, picchiati e poi anche fermati dalla polizia che, chiaramente, spalleggiava gli ultras ortodossi e i pochi skin heads presenti. Si è arrivati al ridicolo quando un eurodeputato, Marco Cappato, ha iniziato a protestare con la polizia perché gli ultras picchiavano i suoi compagni. Per tutta risposta gli Omon (truppe speciali del ministero dell’interno) lo hanno caricato sul cellulare. Poi tutti al commissariato per alcune ore. Due russi, responsabili di organizzazioni gay, sono stati arrestati per «violazione delle leggi sul traffico», lunedì compariranno davanti al magistrato. Il sindaco Yuruj Luzhkov, che già aveva definito la sola idea di tenere a Mosca il Gay pride «un atto di Satana», sembra deciso a tirare avanti per la sua strada, non lasciando alcuno spazio al dissenso. Le associazioni gay russe avevano scelto la giornata di ieri per rimarcare l’anniversario dell’eliminazione dal codice penale del reato di omosessualità , voluta da Boris Eltsin nel 1993. Luzhkov ha negato il permesso di manifestare e così i gay hanno ripiegato sulla consegna di una lettera-appello agli uffici del sindaco. Ma questo non è stato possibile e in strada è successo di tutto, Le poche decine di manifestanti erano fronteggiate da anziane che innalzavano icone dì legno, preti con in mano la croce e giovinastri tutti muscoli che indossavano pesanti scarponi. «Questi pervertiti non devono essere autorizzati a marciare per le strade di Mosca, la Terza Roma, città santa per tutti i russi», affermava Igor Miroshnichenko, un credente. Il riferimento è alla teoria russa, che dopo la caduta di Roma e di Costantinopoli, vuole che Mosca sia diventata la culla della cristianità. Una donna con il capo coperto da uno scialle lanciava acqua benedetta contenuta in una bottiglia. Altri ultras, più concretamente, mettevano mano alle uova e tiravano calci e pugni, ignorati dai poliziotti. Nel gruppetto di quelli che volevano consegnare la lettera al sindaco c’erano anche le due cantanti russe del gruppo pop Tatu che tanto scandalo ha suscitato (anche se le due affermano di essere eterosessuali) . Fermato dunque Cappato, assieme ad altri parlamentari. In totale 31 persone, secondo una fonte della polizia. «Stavamo semplicemente e pacificamente cercando di consegnare una lettera e questo non può certo essere motivo di arresto», ha commentato l’europarlamentare olandese Sophie Int’veld. Uno dei contromanifestanti a un certo punto ha preso a pugni Peter Tatchell. un attivista britannico. In serata la polizia ha comunicato che un uomo sarebbe stato fermato per «aggressione» nei confronti di un britannico. Potrebbe essere l’ultras in questione. Presente alla manifestazione davanti al comune anche un parlamentare russo, l’ultranazionalista Aleksej Mitrofanov, del partito di Zhirinovskij. Di fronte alle violenze, che sarebbero continuate anche sui cellulari della polizia, Mitrofanov è sbottato: «Non è possibile comportarsi in questa maniera se la Russia vuole fare parte dell’Europa». Non c’è da sorprendersi troppo per questa strana affinità. Nella Russia di Putin che restringe sempre di più gli spazi per qualsiasi opposizione, capita che personaggi assai diversi tra loro si ritrovino sullo stesso fronte. Nelle manifestazioni organizzate dall’opposizione che fa capo all’ex campione del mondo di scacchi Garry Kasparov, si ritrovano sempre i giovani di Limonov, leader nazionalbolscevico. Assieme ai comunisti, ai liberali di destra, al socialdemocratici.