Correnti e turbolenze del Comitato Nazionale

Roma. Salgono malumori bipartisan (gli ultimi sono stati espressi ieri da Luca Voiontè dell`Udc e dalle senatrici Gilardini e Capelli di Rifondazione comunista) a seguito della sostituzione dei tre vicepresidenti del Comitato nazionale di bioetica. Al posto della bioeticista Cinzia Caporale, della ricercatrice di area radicale Elena Cattaneo e del giurista cattolico Luca Marini, Palazzo Chigi ha designato Laura Palazzani, filosofa del diritto cattolica, il giurista laico Lorenzo D`Avack e il rabbino e medico Riccardo Di Segni. Le nuove nomine, che come da regolamento e al pari delle precedenti sono frutto di un atto discrezionale della presidenza del Consiglio, dovrebbero, nelle intenzioni dichiarate, garantire "un più funzionale assetto dell`ufficio di presidenza del Cnb" , oltre ad assicurare quel delicato equilibrio delle correnti che da sempre è croce e delizia dell`organo consultivo del governo per i problemi bioetici. I vicepresidenti uscenti, dal canto loro, mentre si dichiarano sorpresi dalla repentinità e dai modì della sostituzione (lo hanno saputo dai giornali, dicono) annunciano resistenza. Le turbolenze nel Comitato nazionale di bioetica sembravano aver raggiunto il culmine alla fine di settembre, quando tre campioni del laicismo militante come Gilberto Corbellini, Carlo Flamigni e Demetrio  Neri avevano di fatto sfiduciato il presidente Francesco Paolo Casavola tramite lettera. Una lettera che doveva essere aperta solo per i componenti del Comitato, i quali avrebbero dovuto discuterla nella seduta plenaria del 28 settembre scorso. Quella lettera, più che aperta, si rivelata apertissima, visto che è finita sul settimanale Left prima ancora di essere messa all`ordine del giorno nel Cnb. Come se non bastasse, a confermare la natura squisitamente politica dell`attacco portato a Casavola, in calce alla versione diffusa dalle agenzie è comparsa anche la firma del bioeticísta Maurizio Mori, che del Comitato nazionale di bioetica non ha mai fatto parte. Il presidente Casavola, secondo gli autori del "j`accuse", avrebbe dato prova di parzialità filo-cattolica nelle modalità con cui "ha guidato l`attività del Cnb". A Casavola  si rìnfaccìa di aver affidato deleghe a cattolici come Luca Marini (uno dei tre vicepresidenti rimossi) e come il genetista Bruno Dallapiccola, presidente di Scienza & Vita. In realtà la componente superlaica del Cnb non perdona a Casavola il fatto di aver lasciato spazio all`approvazione di due mozioni che bocciavano rispettivamente il mercato delle staminali cordonali e quello degli ovociti. Quei pronunciamenti contro Ia commercializzazione di parti dei corpo umano non dovrebbero mettere di malumore nessuno, ma per  qualcuno nascondono evidentemente un`inammissibile influenza vaticana. Alla bordata Casavola ha però resistito egregiamente nella scorsa seduta del Comitato (il Foglio del 29109AJ7), dove ha incassato la rinnovata fiducia dell`assemblea e la solidarietà dei tre – ormai ex – vicepresidenti. Non è bastato, evidentemente, per risolvere i problemi e per riconsegnare il Cnb a un`operosa routine. In questi mesi, i lavori del Comitato hanno rischiato la paralisi per l`altissimo tasso di litigiosità espresso dai suoi vicepresidenti, che oggi ritrovano l`unità nel chiedere ragione di una decisione che ritengono ingiustificata. Scambi dì lettere e di accuse hanno caratterizzato l`attività dei vice di Casavola nei sette mesi di attività dal loro insediamento. La funzione di mediazione tra le diverse componenti, tipica dell`ufficio di vicepresidenza, non avrebbe mai trovato un vero punto di equilibrio. Nascerebbe da qui la decisione del presidente, incalzato anche dall`iniziativa di Corbellini, Flamigni e Neri, di chiedere aiuto direttamente a Prodi, che dopo aver gli dato pubblici attestati di solidarietà gli ha nominato tre nuovi vice. Sarà il governo, ora, a dover rispondere all`interrogazione in commissione Affari sociali della Camera, con la quale Katia Zanotti e Lalla Trupia, deputate di Sinistra democratica, chiedono di conoscere le ragioni e i criteri delle revoche e delle nuove nomine. (nic.til)  [.]