La comunità scientifica non è comunque sorpresa dalla dichiarazioni del Pontefice, secondo cui l’evoluzionismo è irragionevole e la scienza avrebbe tentato di offrire «una spiegazione del mondo in cui Dio diventi superfluo e inutile per la nostra vita». «Le accuse contro la scienza ci sono sempre state ricorda la Hack – ora però si sta tornando ai tempi di Galileo, al fondamentalismo dei secoli passati, basti pensare al modo in cui la Chiesa si è opposta alla ricerca sulle cellule staminali». Per il matematico e storico della scienza Piergiorgio Odifreddi, autore de “Il Vangelo secondo la scienza”, le dichiarazioni del Papa dimostrano che la fede è in crisi di fronte all’avanzare delle teorie scientifiche: «Se pensiamo che una volta si sapeva quali angeli trainassero i pianeti o quale divinità provocassero diluvi, si può dire che oggi Dio è stato relegato agli inizi dell’universo, e non a caso il Papa ha parlato di questo».
Lo spostare lo scontro alle origini di tutto sarebbe dunque indice di debolezza: «È una sorta di complesso di inferiorità prosegue Odifreddi oggi la scienza è talmente potente che si vogliono spiegazioni per qualunque cosa,e la religione si trova in una posizione strana. Stiamo assistendo alla rinascita di una religiosità che a Benedetto XVI probabilmente dà molto fastidio. La Chiesa ha ormai perso quel contenuto di verità che pretendeva di avere».
Sostenendo che «i conti sul l’uomo senza Dio non tornano», Ratzinger ha proposto una spiegazione razionale della fede. «L’idea della razionalità dell’universo era esattamente quello in cui credevano i pitagorici o gli stoici – commenta Odifreddi – e mi stupirei molto se il Papa si definisse tale». Secondo Margherita Hack la religione, in quanto atto di fede, non dovrebbe comunque intervenire nelle spiegazioni scientifiche: «La scienza ha il compito di cercare di spiegare le leggi che ci governano senza introdurre Dio. La questione di credere o non credere è completamente indipendente e risponde alle questioni personali di ciascuno di noi».