Comitato di bioetica si va cercando, le squadre sono già in campo

di Marina Valensise
Sarebbero almeno 700 gli aspiranti membri del nuovo Comitato nazionale di bioetica. Il vecchio comitato, nominato quattro anni fa da Silvio Berlusconi, è scaduto a giugno. Il nuovo dovrebbe entrare in carica al più presto, per decisione di Romano Prodi. Dovrebbe.

Perché trattandosi di un organo consultivo, legato a un decreto del presidente del Consiglio, la nomina potrebbe anche essere rinviata di mesi. Del resto, non sarebbe la prima volta, pure il Cnb uscente s’insediò dopo un lungo periodo di vacatio. A norma di legge, nulla lo vieta. Istituito nel 1988, il Cnb ha il compito di “elaborare un quadro dei programmi, degli obiettivi e dei risultati della ricerca e della sperimentazione nel campo delle scienze della vita; formulare pareri e indicare soluzioni per i problemi di natura etica e giuridica che possono emergere con il progredire delle ricerche e la comparsa di nuove possibili applicazioni; prospettare soluzioni per tutelare la sicurezza e l’ambiente dai rischi connessi ai prodotti dell’ingegneria genetica, promuovere la redazione di codici di comportamento per gli operatori dei vari settori”.

Il rinnovo oggi parrebbe più che urgente, visto che ormai da tempo si parla di rielaborare le linee guida della legge 40, e il ministro della Sanità Livia Turco ha appena dato un incarico a Maura Cossutta. E sono già in molti, specialmente fra i cattolici sostenitori di Romano Prodi e del centrosinistra, a paventare un altro colpo di mano della Turco che rischierebbe di estendere le prerogative di Cossutta a scapito del Comitato di bioetica.

Mentre Prodi per ora non decide, da varie parti impazza il totonomine, col suo corteo d’ipotesi di new entry, riconferme e sostituzioni. Per esempio, i cosiddetti tavoli delle donne sulla bioetica, cioè le femministe radica li che due anni fa hanno sostenuto la battaglia di Cossutta contro la legge 40. sono pronte a scommettere: se ci sarà un nuovo comitato, le nomine dovranno essere tutte a vantaggio di laici integrali, filosofi temprati dal la frequentazione di grandi geni della filosofia morale.

E snocciolano i nomi di Eugenio Lecaldano, che andrebbe recuperato quale massimo esegeta italiano di Hume, o di Maurizio Mori, l’allievo di Umberto Scarpelli, bioeticista iperlaico, che sarebbe una matricola. Accanto a loro, in posizione più moderata, oltre al bioeticista habermasiano Demetrio Neri, potrebbero figurare il filosofo Sebastiano Maffettone, lo psicobiologo Alberto Oliverio, il filosofo della scienza Giulio Giorello, e il filosofo della politica Giacomo Marramao.

Sul fronte scientifico, molti danno quasi per scontato l’arrivo di Giulio Cossu, lo staminalista del San Raffaele, paladino dell’associazione Luca Coscioni, dell’epistemologo e storico della medicina Gilberto Corbellini, del biologo scientista radicale Edoardo Boncinelli, del filosofo sindacalista, già direttore di Farmindustria e consigliere della Turco, Ivan Cavicchi. E i cattolici? Certo anche in questo caso Prodi, da cattolico adulto, avrebbe ragione di sfoderare il largo sorriso dalla esse sibilante per corroborare con un contingente scelto di cattolici quel luogo di mediazione che dev’essere il Comitato di bioetica.

In questo senso, grande è l’attesa della falange margheritica, Binetti, Bobba &Co., perché entrino nel nuovo comitato cattolici a tutto tondo come Adriano Pessina e vengano ri confermati i cattolici più assidui fra i membri del comitato uscente, come Aldo Isidori, Luciano Eusebi. Salvatore Amato, Luisa Borgia, Francesco Busnelli, Luca Marini, Bruno Dallapiccola, il veterinario Pasqualino Santori, il medico legale Giancarlo Umani Ronchi, e i pontieri più efficaci nella mediazione tra laici e cattolici come il filosofo del diritto Lorenzo d’Avack, la presidente del comitato intergovernativo di bioetica dell’Unesco, Cinzia Caporale, l’epidemiologa Laura Guiduni e l’endocrinologa Isabella Coghi. E se Romano Prodi poi riuscisse an che a riequilibrare il numero di giuristi e filosofi con quello di economisti, ecologisti e biotecnologi, per molti la bioetica sarebbe piu tutelata.