Cellule staminali prelevate da placenta «riparano» i danni del cuore infartuato

Cellule staminali prelevate dalla placenta per riparare un cuore danneggiato dall’infarto. E’ il risultato di uno studio italiano condotto a Bologna nei laboratori dell’istituto nazionale di biostrutture e biosistemi (Consorzio interuniversitario Inbb). Uno studio importante, realizzato su cuori di ratti «infartuati» sperimentalmente, nel quale per la prima volta sono state utilizzate staminali umane, prelevate però da un organo, la placenta, che ha una funzionalità a termine.

La ricerca è stata realizzata in collaborazione con il Cnr e l’ospedale S.Orsola-Malpighi di Bologna, e pubblicata sul «Journal of Biological Chemistry”, organo ufficiale della American Society of Biochemistry and Molecular Biology. Prima del trapianto nel tessuto cardiaco, le cellule sono state “orientate” a differenziarsi in miocardiche e vascolari con l’aiuto di una nuova molecola: un composto contenente acido ialuronico, acido butirrico e acido retinoico (HBR). La molecola ha permesso «un’elevata resa di differenziamento cardiovascolare in vitro» e fatto sì che le stesse staminali producessero fattori di crescita, in grado di indurre la formazione di nuovi vasi coronarici nel tessuto cardiaco. Questo tipo di trapianto «riparatore» si è dimostrato particolarmente tollerato senza necessità di ricorrere a farmaci immunosoppressori. Anche dal punto di vista etico si tratta di una tecnica che non pone problemi. La prossima tappa, in vista di una applicazione clinica sull’uomo sarà uno studio sul maiale.