Cara Italia vietato scegliere

Maria Antonietta Coscioni, deputata radicale e Pd*

mafcE’ davvero una stagione crudele quella che viviamo. A ben vedere c’è una logica che lega tante singole situazioni. Una "filosofia" riassunta, con brutale schiettezza, nella frase del ministro dell’Interno circa la necessità di dover essere "più cattivi".
Seminando paura nella società, maggioranza e opposizione la rendono intollerante.

Che si tratti degli extracomunitari o del testamento biologico, della vicenda di Eluana Englaro, dell’eutanasia, o della legge 40, ci si scontra sempre con l’arroganza di qualcuno che si sente in dovere imporre alla collettività la propria visione delle cose, affinché un’opinione o una fede diventi un obbligo: una legge uguale per tutti.
Un immigrato, clandestino, si rivolge a un medico per ricevere assistenza; sulla base della legge che il centrodestra ha approvato al Senato il medico potrà decidere se denunciarlo o meno alle autorità, limitando così la sua volontà di essere curato.
Un cittadino sottoscrive un testamento biologico dove liberamente afferma di rifiutare l’accanimento terapeutico e chiede – come la Costituzione gli riconosce – il diritto di sospensione delle cure; ebbene il testo di legge del centrodestra non gli consente di rinunciare a idratazione e alimentazione, ma inoltre subordina la sua volontà a quella del medico.
Eccolo il "filo rosso": il controllo sulla volontà individuale. Attraverso leggi coercitive che subdolamente si insinuano nel privato di ciascuno, si tenta di porre aspetti che attengono alla sfera personale – come la salute, la vita, la morte – sotto il controllo di qualcuno al di fuori dell’individuo
Ben lungi dall’esser tutelata, la volontà del singolo, la libertà di scelta, vengono derubricate a semplice parere. Tutto ciò è inaccettabile. Non ho dubbi che la stragrande maggioranza dei medici agirebbero secondo scienza e coscienza, e mi conforta che in tantissimi siano dissociati dalla norma appena varata dal Senato; ma non basta. Non possiamo consentire che la nostra volontà di cittadini su temi che riguardano direttamente la nostra esistenza, sia subordinata a una volontà esterna. Il medico deve consigliare e informare; ma la decisione finale spetta solo all’interessato. E inoltre paradossale che da una parte si preveda la possibilità di rifiuto alle cure (per omaggiare le vocazioni xenofobe della Lega), e dall’altra si voglia imporre una cura non voluta (per compiacere il Vaticano).
Con la nostra forza di laici, noi radicali ci battiamo per l’affermazione di facoltà, lasciando al cittadino la libertà di decidere se, come e quando farne uso. Chiedo dunque ai lettori de l’Unità di non rassegnarsi e di raggiungerci nell’Associazione Luca Coscioni (info@ lucacoscioni.it) per organizzare la necessaria, urgente, doverosa, resistenza.

*co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni