California dice sì alle unioni gay

Governatore Schwarzy annuncia battaglia

Il Parlamento dello California ha dato il via libera ai matrimoni gay. Il provvedimento aveva già ottenuto il sì del Senato la scorsa settimana. La California diventa così il secondo stato americano, dopo il Massachusetts, ad autorizzare le unioni tra persone dello stesso sesso. Il governatore Arnold Schwarzenegger annuncia battaglia. Terminator pensa che il problema sia competenza dei tribunali e non del Parlamento. “Sono pronto – dice – ad avallare qualunque decisione la magistratura prenda”.

Negli Stati Uniti la questione dei matrimoni omosessuali è controversa a livello sia federale che statale. Migliaia di matrimoni fra coppie dello stesso sesso sono stati infatti pronunciati negli ultimi 18 mesi in diversi Stati, soprattutto in California, ma la loro legalità è contestata ovunque.

“E’ un triste giorno – ha commentato la deputata repubblicana Sharon Runnes al termine della sessione – i californiani vogliono che facciamo i loro interessi su occupazione, economia, istruzione, immigrazione clandestina e oggi siamo stati costretti a discutere per ore di una questione su cui gli elettori si erano già espressi cinque anni fa”. Nel 2000, infatti, un referendum nazionale si era chiuso in California con un “sì” alla ricerca sulle cellule staminali e un secco “no” alle unioni gay.

Attualmente, in California, una corte d’appello statale sta valutando la sentenza di un tribunale ordinario che ha bocciato come incostituzionale la legge statale contro il riconoscimento dei matrimoni omosessuali. La battaglia di Schwarzy contro le unioni gay, quindi, è solo agli inizi. Una lotta non certo solitaria visto che anche l’opinione pubblica è divisa: i contrari al provvedimento auspicano un veto del governatore, mentre i fautori dei matrimoni omosessuali affermano che si tratta di una battaglia per i diritti civili.