ROMA – «L’Italia è di certo un caso a sé in Europa. Soltanto qui da noi il governo di centrodestra ha considerato antiproibizioniste le politiche di riduzione del danno». Non ha dubbi Franco Corleone, ex-sottosegretario alla Giustizia e presidente del «Forum droghe». E per far capire di cosa sta parlando cita l’esempio dell’Olanda. Dice: «Qui da qualche anno c’è un governo di centrodestra che non ha minimamente toccato le politiche di tolleranza sociale che datano 1970.
E non soltanto tolleranza. Basta guardare il sindaco democristiano di Maastricht: in un’audizione al Parlamento europeo si è fatto promotore di una richiesta di legalizzazione della cannabis (e non soltanto di tolleranza) per cercare di sconfiggere il mercato nero».
L’Olanda non è l’unico esempio in Europa. «Guardiamo la Spagna: Zapatero non ha toccato nulla delle politiche sulla droga promulgate dal suo predecessore di centrodestra Aznar. E sono tutte politiche di riduzione del danno, mirate a sconfiggere la mortalità sulla droga, ad arginare la piaga dell’Aids». Ma c’è di più: durante il governo di José Maria Aznar vennero introdotte in Spagna le cosiddette «stanze del buco» per l’eroina, proprio come quelle proposte lunedì dal ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero.
Garantisce Franco Corleone: «Le stanze del buco furono sperimentate sia a Barcellona sia a Madrid. Per quanto ne so sono ancora in funzione in tutte e due le città e hanno dato ottimi risultati».
Dalla Spagna alla Svizzera. «Qui è in piedi un governo di coalizione di partiti maggiori che non si possono certo definire di sinistra. Eppure anche in Svizzera si praticano le politiche di riduzione del danno. In particolare per i tossicodipendenti è in vigore il trattamento con eroina che è partito a livello sperimentale a Zurigo e adesso è diventato proprio un trattamento base».
Anche la Germania di Angela Merkel ha confermato le politiche di riduzione del danno del precedente governo di sinistra. E Franco Corleone per andare a pescare in Europa una politica repressiva deve arrivare su fino alla socialdemocratica Svezia. «Che sulla droga ha politiche molto dure e assolutamente proibizioniste», dice il presidente di «Forum droghe». E spiega: «In Svezia venne fatta questa scelta quando comparve il fenomeno: non è stata mai più cambiata».
Alessandra Arachi