Onorevole Boselli il presidente della Camera al congresso dell’Udc ha difeso le ragioni del cattolicesimo…
«Per misurare il senso dello Stato di Casini basta confrontare le sue dichiarazioni con quelle fatte da Ciampi durante l’incontro con il Papa. Si potrebbe dire che non c’è più rispetto per i ruoli istituzionali che si ricoprono se il presidente della Camera, invece di difendere i principi della laicità dello Stato, si mette a fare l’epigono del cattolicesimo più arretrato e integralista».
Casini sostiene di difendere la laicità dello Stato.
«Casini ha fatto tante dichiarazioni. Ha detto anche testuale: “E’ difficile pure per noi sintonizzarci con la Chiesa sui temi del matrimonio, dei contraccettivi, della sessualità. Ma il messaggio evangelico si legge nella sua interezza, non sono ammesse letture di comodo”. Attenzione, perché usando toni da Controriforma si aprirà una caccia alle streghe per verificare se quanto si dice corrisponda poi effettivamente al proprio comportamento personale… E mi viene da sorridere amichevolmente a pensare che Casini si metta ilsaio di Savonarola. O che faccia il leader di un partito confessionale di massa che, peraltro, sarebbe in contraddizione e non in continuità con la Dc di De Gasperi».
Casini si è anche candidato alla successione a Berlusconi.
«Berlusconi è riuscito a creare un grande movimento politico proprio perché non ne ha mai voluto fare un partito confessionale. Berlusconi non ha mai seguito una linea di cattolicesimo integralista e non a caso è riuscito a ottenere tanti consensi.
Anche Fini ha contrastato questa ondata neoguelfa, difendendo coraggiosamente la laicità dello Stato».
Ma c’è qualcosa di più «terreno» dietro le parole di Casini?
«Mi sembra che dietro questo clamore integralista emerga il disegno di tornare a uno schema consociativo dove, avendo sepolto il bipolarismo, si possano ricreare le condizioni per un partito confessionale di centro, che domini la politica italiana. E c’è anche l’illusione che la Margherita, dopo le scelte fatte, possa ritrovare un percorso comune con l’Udc. Questo non sarebbe il bipolarismo mite che ci vede d’accordo ma è l’inciucio selvaggio. E non credo che il presidente della Confindustria Montezemolo possa essere un grande sponsor di questa operazione che ci allontanerebbe dall’Europa».
Casini ha anche attaccato la legislazione spagnola sui gay.
«Anche qui si è posto nella posizione piu arretrata. Ma a proposito della Spagna, leggo che il presidente del Senato vi andrà, ospite di Aznar, per tenere un discorso sul tema “Occidente, Europa e identità”. Metto in guardia la seconda carica dello Stato: non ingerisca negli affari interni della Spagna. Pera rappresenta l’Italia, non il Vaticano».
Boselli, intanto lei tenta l’intesa laica con i radicali.
«L’unità radical socialista non è una raccolta di nostalgici ma una novità politica che in un futuro comune con i Ds può creare una grande forza di progresso. Spero ancora che in questo disegno, come nell’Ulivo, ci sia anche la Margherita».