Biotestamento: Cicchitto batti un colpo. Appello ai socialisti della maggioranza

 Essendo stata annunciata per febbraio la ripresa del dibattito alla Camera sul testamento biologico, due dei più autorevoli sostenitori della legge, il prof. Veronesi e il senatore Marino, hanno fatto dichiarazioni che non mi sento di condividere appieno. «Meglio nessuna legge», ha detto Veronesi. Forse – gli ha fatto eco il senatore Marino, che teme alla Camera "un clima da stadio" – «è meglio lasciare la questione nel limbo attuale in cui ogni giorno all’interno degli ospedali, i medici decidono da soli».



Ora, è vero che la legge del centro destra è di fatto una legge "contro" il testamento biologico, per la pesantezza dell’iter previsto e per il predominio riconosciuto al medico rispetto alle volontà espresse nei testamenti biologici. Così come è vero che la mostruosa idea di rendere obbligatorie l’alimentazione e l’idratazione artificiale appare come una "vendetta" per il modo in cui si è conclusa la vicenda Englaro. Ma rinunciare a migliorare la legge e lasciarla cadere, continuando di fatto a tollerare l’eutanasia clandestina come male minore, mi sembrerebbe un segno di incoerenza e di mancanza di fiducia in se stessi da parte del centro sinistra. Penso che i sostenitori di una "vera" legge sul testamento biologico, come quella che individua Marino nella sua sintetica proposta, dovrebbero fare un appello a tutte le forze politiche: in particolare a Fini e ai suoi seguaci, che hanno sempre sostenuto il diritto di votare secondo coscienza sui diritti civili, ma anche ai tanti laici che militano nei partiti della maggioranza.

In questo spirito, e per il pochissimo che conto, faccio anch’io un appello personale. Lo rivolgo ai miei vecchi compagni socialisti che si sono schierati con Berlusconi (una scelta, diversa dalla mia, che però non mi sono mai permesso di sindacare). Mi rivolgo in particolare a Fabrizio Cicchitto. Caro Fabrizio, ricorda l’insegnamento laico di uno dei nostri maestri, Riccardo Lombardi; ricordale nostre battaglie comuni per una società più libera e più moderna, per i diritti dei lavoratori, per il divorzio, per l’aborto (che tu, anche in anni recenti, hai difeso apertamente). Prenditi la tua libertà, contribuisci a fare in modo che lo scontro diventi incontro e che anche l’Italia, ultima in Europa, abbia una moderna legge sul testamento biologico. Se non ora, quando?

Comunque, penso che forze politiche serie, su certi temi e in certi momenti, debbano anche saper rischiare. Se alla fine la legge dovesse passare nella sua attuale, orrenda e palesemente anticostituzionale formulazione, dinanzi a noi si aprirebbe la strada per un referendum abrogativo che stavolta nessun Ruini potrebbe far fallire e che consentirebbe finalmente agli italiani di dire direttamente e chiaramente qual è la loro opinione sulle delicate scelte di fine vita.


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