Inaccettabile, autoritaria, impietosa, illiberale, arrogante, anticostituzionale, la legge sul testamento biologico licenziata martedì dalla Camera è condannata senza appello dal Pd in tutte le sue diverse sensibilità, da Idv e sinistra e radicali. Diverse sensibilità che non hanno avuto modo di incidere nel dibattito in Aula dove è stato sempre netto il parere contrario del governo e della maggioranza, simboleggiato dal pollice verso di Paola Binetti che dal fondo dell’emiciclo dava l’indicazione di voto. Vediamo il perché del "no" dello schieramento di centro-sinistra.
Il blitz. Due emendamenti identici del Pdl Barani e della Udc Paola Binetti hanno stravolto l’art. 3 della legge, passando un colpo di spugna su due anni di lavori, alla ricerca di una formulazione condivisa, del comitato dei Nove e della commissione Affari sociali. Sottrazione di libertà. Le modifiche introdotte con il blitz hanno ridotto, secondo le parole di Margherita Miotto, la libertà delle persone garantita dall’articolo 32 della Costituzione non di "morire" ma di "lasciarsi morire". Orientamento. Nella Dat, dichiarazioni anticipate di trattamento, non si esprime volontà, ma solo un orientamento che non vincola il medico. Piergiorgio Welby – ci ha spiegato Donata Lenzi – ha potuto compiere, cosciente, una scelta che, messa per iscritto, non avrebbe oggi alcun valore. Sospendere. Nel testo approvato si parla del consenso alla attivazione di un trattamento sanitario ma si glissa sulla sospensione. Ridiamo la parola a Margherita Miotto: "Ciascuno di noi ha la libertà di sospendere un trattamento sanitario, ma ciò è stato volutamente omesso perché chiaramente si vuole comprimere la libertà delle persone". Trattamenti terapeutici. Dalla Costituzione al parere di studiosi e del Comitato nazionale di bioetica, è convinzione diffusa che ci si possa sottrarre a trattamenti sanitari, la legge, invece, restringe ai trattamenti terapeutici. Sondino di Stato. La questione della nutrizione e dell’idratazione artificiale sono state il centro del dibattito, denunciando così l’origine del provvedimento che non si è mai discostato dalla vicenda di Eluana Englaro, fino a far dire a Livia Turco che aleggia "uno spirito di vendetta". L’alimentazione artificiale è definita sostentamento essenziale e non può essere oggetto di Dat, può essere sospesa solo in casi eccezionali, quando l’organismo non sia in grado di assimilare, il paziente sia in "stato terminale", "le medesime non risultino più efficaci". È un punto che Ignazio Marino ha spiegato milioni di volte: per nutrire artificialmente ci vuole un intervento chirurgico, si introduce un sondino che il medico dei trapianti di fegato definisce "di Stato". Paola Concia, nella dichiarazione di voto contro l’art. 3: Al testamento biologico, come opportunità legittima di un individuo, nasce proprio contro la vita artificiale. L’idratazione e l’alimentazione forzata sono ciò che rende possibile la vita artificiale. Una limitazione al rifiuto negherebbe gli articoli precedenti, per cui invece che una legge "per" il testamento biologico questa diventa una legge "contro". Maria Antonietta Coscioni: "Quando si nasce l’utilizzo della scienza e della tecnica medica è per voi un abuso. Al contrario, chi vuol morire secondo natura, deve prolungare la propria esistenza in un mare di dolore e di sofferenza". Contenzioso giudiziario. Sottrarre la materia all’intervento dei tribunali è stato uno degli argomenti principali della maggioranza, i troppi divieti a cui la legge è improntata apriranno, è la convinzione di chi si è opposto, la strada a infiniti contenziosi giudiziari.
© 2011 Associazione Luca Coscioni. Tutti i diritti riservati