Bioetica e diritti: un mese da dimenticare

da l’Unità

Nel mese in cui il Senato inizia la discussione finale sulla legge del centro destra sul biotestamento, alcune pessime notizie dovrebbero allarmare i laici di ogni parte politica. Sintetizzo le più gravi. Una indagine sulle cure palliative condotta nel mese di settembre dai Nas su 244 ospedali italiani – su richiesta del senatore Ignazio Marino, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale- ha dimostrato che nel primo semestre del 2011, rispetto al primo del 2010, il consumo degli oppiacei è cresciuto solo del 7%, malgrado le disposizioni della legge 38 varata nel marzo del 2010 con una larghissima maggioranza parlamentare. Il 23% degli ospedali ancora non ha un comitato e un progetto "ospedale senza dolore". Infine, il 20% degli ospedali non rispetta ancora l’obbligo di riportare nella cartella clinica dei pazienti la scala di rilevazione del dolore. Dunque, l’Italia si conferma agli ultimissimi posti in Europa per le cure palliative: si potrebbe dire che "morirai con dolore".
Una ricerca dell’Arcigay sugli omosessuali e il lavoro dimostra, tra l’altro, che il 13% delle persone omosessuali ha visto respinta la propria candidatura per un posto di lavoro a causa della propria identità sessuale negli ultimi dieci anni, e questa percentuale tra le persone trans sale al 45%. Oltre un quarto dei rispondenti è completamente invisibile sul posto di lavoro (26.6%). Il 4.8% ha dichiarato di essere stato licenziato o ingiustamente non rinnovato in ragione della propria identità sessuale negli ultimi dieci anni, percentuale che sale al 25% tra le persone trans.
La Laiga (Libera associazione italiana gionecologi) ci conferma che l’obiezione di coscienza tra ginecologi è salita al 70,7% del totale. Questa situazione fa sì che tra cinque anni in Italia sarà praticamente impossibile abortire, se non clandestinamente.
I cattolici integralisti esultano per una sentenza della Corte europea di Giustizia che ha negato la brevettabilità di una terapia basata sulle cellule staminali embrionali.
Un problema la ricerca medica, un problema per il nostro Paese, dove la coraggiosa battaglia di alcuni avvocati, in primis Filomena Gallo, nuovo segretario dell’Associazione Coscioni, stava smontando pezzo a pezzo la pessima legge 40 sulla fecondazione assistita.
Queste cattive notizie dovrebbero allarmare le forze politiche laiche e indurle, anche in vista di probabili elezioni anticipate, ad inscrivere nei loro programmi politici pochi e precisi principi sui diritti civili, per evitare che su questi temi così importanti per tutti noi si accentui ancora di più la diversità dell’Italia nel contesto europeo.

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