Forse lo schiera mento più clamoroso dalla parte del biotestamento resta quello del sindaco uscente di Torino, Sergio Chiamparino, che da presidente dell’Anci è anche stato protagonista sul tema di un botta e risposta con i ministri Sacconi, Maroni e Fazio, che bollavano come inutile e anzi dannosa l’istituzione di tali registri.
Sul tema s’è espresso a favore della conferma del registro il candidato del centro-sinistra Piero Fassino, mentre Michele Coppola, che corre per il centro-destra, s’è detto contrario.
A guardare le prossime elezioni con la lente del testamento biologico, gli schieramenti appaiono abbastanza stabili, pur con eccezioni anche vistose (è il caso a Torino dell’opposizione al registro dell’assessore comunale Ferraris).
Il tema della bioetica rientra anche nel voto di Milano: basti vedere le dichiarazioni rilasciate ieri da sostenitori di Giuliano Pisapia (già firmatario di una proposta di legge pro-eutanasia) tra diritti ed esigenze diverse quali Biscardini, Cappato e D’Amico.
Quest’ultima ad esempio sostiene che “Milano sarebbe più laica con l’istituzione di due registri pubblici: uno per le coppie di fatto ed uno per il testamento biologico”.
Situazione simile a Bologna, dove dopo un anno di commissariamento Merola (centro-sinistra) promette di dar vita al registro entro cento giorni dall’avvio del suo mandato se verrà eletto, mentre tanto Bernardini (centro-destra) che il candidato civico Aldrovandi si dicono contrari.
Ad Arezzo l’approvazione del registro è avvenuta sotto la maggioranza di centro-sinistra del sindaco Giuseppe Fanfani, che si ricandida sfidato da Grazia Sestini. Il registro fu approvato su proposta di un consigliere di sinistra, sostenuta da Pd (con qualche astensione e alcuni voti contrari), Partito Socialista, Italia dei Valori; compatti per il no i gruppi di destra. Nei giorni scorsi, in vista della campagna elettorale, il sindaco ha partecipato a un convegno “Testamento biologico e progresso civile” che aveva come ospite Beppino Englaro e il pool della clinica “La Quiete” di Udine.
Anche il consiglio comunale di centro-sinistra di Caserta aveva approvato una mozione per dar vita al registro, ma poi l’amministrazione si sciolse e non se n’è fatto più nulla. In ogni caso, tocca ai candidati Marino (sinistra) e Del Gaudio (destra) decidere sul da farsi.
Come si vede – e come riporta anche il sito dell’associazione radicale Luca Coscioni – i registri dei testamenti biologici sono in una fase embrionale (di raccolta firme, mozioni, ecc) in diversi Comuni.
Altro esempio è Savona dove a settembre 2010 il consiglio comunale ha votato un ordine del giorno per istituire il registro, sotto la guida di Federico Berruti (centro-sinistra) che si ricandida sfidando Paolo Marson.