Beppino Englaro sarà sottoposto all’ennesima tortura per iniziativa della procura di Udine dopo la presentazione di numerose denunce da parte di movimenti cattolici.
Passeranno mesi, poi anni, prima di arrivare ad una inevitabile quanto scontata archiviazione ma nel frattempo molti nuovi crociati avranno avuto l’onore delle cronache e qualcuno di loro farà carriera. Vorrei fare tre considerazioni: la prima giuridica, la seconda politica e la terza di buon senso. Sul piano giudiziario la procura di Udine ha fatto sapere che si tratta di «un atto dovuto» che fa seguito alle numerose denunce proposte. Avrei dei dubbi che sia necessariamente così e comunque non sempre è così. Il pubblico ministero e la polizia giudiziaria ricevono le notizie di reato, dice il nostro codice di rito, e il pm ha l’obbligo di iscrivere immediatamente la notula criminis nel cosiddetto registro delle notizie di reato. Si afferma però ormai unanimemente che presupposto necessario perché possano essere iniziate le indagini preliminari è la natura della notizia criminis la quale, per essere tale, deve avere ad oggetto un fatto idoneo ad integrare gli estremi di un reato. Per farla breve una supposta notizia di reato del tutto infondata e priva di qualsiasi logica e fondamento non è notizia di reato. Mi riesce assai difficile pensare che il padre di Eluana in concorso con svariati sanitari e con molteplici infermieri (17 indagati) dopo diciassette anni di iter giudiziario, con una sentenza definitiva alle spalle, con decisioni della corte costituzionale, della corte di cassazione, della corte di appello, con la procura della repubblica che ha seguito passo dopo passo le ultime ore, con una pronuncia dell’ordine dei medici competente, possa avere commesso un omicidio volontario. Piuttosto valuterei con attenzione la credibilità delle denunce e dei denuncianti ma ovviamente non conoscendone il contenuto mi fermo qui. Insomma questa iniziativa più che dovuta mi appare singolare.
Sul piano politico vorrei in primis soffermarmi sul fatto che solo in Italia, che assume geograficamente lo stato del Vaticano, accade tutto ciò. Infatti in Belgio dal 2002 esistono le leggi sui "diritti del malato”, le "direttive anticipate" e "le dichiarazioni anticipate di eutanasia”; in Danimarca ove si dispone di una legge sul testamento biologico; in Francia con la legge "relativa ai diritti del malato ed alla fine della vita" che ha modificato il code de la santé publique; in Germania dove trova attuazione e conferma nella giurisprudenza ormai da anni; in Inghilterra con il living will; in Olanda dove dal 2001 esiste la legge "per il controllo di interruzione della vita su richiesta e assistenza al suicidio"; in Spagna con "le dichiarazioni anticipate di volontà"; in Svizzera, Svezia e Norvegia con leggi varie. Per non parlare dell’unione europea la’quale ha assunto alcune "raccomandazioni" già dal 1976 e la convenzione di Oviedo del 1977. Se andiamo oltre negli Usa, a livello federale, esiste il patient srlf detennination act cui hanno fatto seguito numerose leggi statali; in Canada con le leggi dello stato dell’ Ontario e del Manitoba e per il resto dei suoi stati assumendo parti del living will; in Australia dove si sta discutendo in parlamento un testo sull’eutanasia. Insomma solo in Italia il legislatore è incapace di fare il suo mestiere, cioè legiferare„ e solo in Italia un altro stato impone così fortemente direttive politiche, e solo in Italia si può arrivare a pensare che Beppino Englaro sia un assassino.
Nemmeno il buon senso riesce a smuovere il parlamento. È possibile che non ci si renda conto che, comunque la si pensi, ormai è ineludibile arrivare ad una qualche forma di regolamentazione e che lo spettacolo che sta dando la politica segna l’ennesimo strappo tra società civile e società politica, incapace di rappresentare la generalità dei cittadini? Un’ultima considerazione. Stiamo dando voce al pensiero più oscurantista che si sia conosciuto negli ultimi decenni. Giuseppe Garrone, segretario del movimento "Verità e Vita" ha affermato: «Beppino Englaro ha usato sua figlia per promuovere l’eutanasia… e trae vantaggio dalla sua morte, vende più copie del suo libro» e ancora <à magistrati non hanno rispettato la legge». Di fronte a tesi così aberranti e incivili non ho parole per esprimere tutto il mio sconcerto e la mia preoccupazione. Posso solo raffreddare la mia rabbia ricordando le parole di Luigi Salvatorelli: «Noi teniamo fede a valori eminentemente inattuali, al pensiero, alla fraternità umana, alla coscienza individuale. Ma non avendo interessi da difendere, né ambizioni da soddisfare, possiamo permetterci di avere pazienza, la pazienza della storia».