ROMA – Basta con l’illusionismo farmaceutico, che crea false aspettative tra i pazienti e nuoce all’industria che fa seriamente ricerca. Agli squilli di tromba che su stampa e tv quotidianamente preannunciano l’arrivo di nuovi farmaci contro le malattie del secolo Sergio Dompè, presidente di Farmaindustria, contrappone l’invito alla prudenza. Ricordando che dall’annuncio a mezzo stampa di nuovi farmaci in fase spesso iniziale di sperimentazione e la loro effettiva messa in commercio «passa almeno una dozzina di anni».
Cellule staminali che riparano il cuore, nuovi farmaci anticancro. .. Ogni giorno un annuncio sensazionale. Non c’è il rischio di creare false aspettative?
«Purtroppo sì. Nel nostro Paese, ma devo dire anche altrove, non c’è una sufficiente cultura della comunicazione sui progressi della ricerca farmaceutica. Troppo spesso si comunica in sedi e con linguaggio inappropriati e questo è grave perché qui ci sono di mezzo perso ne che stanno male.
E’ giusto dare speranza a chi soffre ma occorre farlo sempre con la massima correttezza» .
Ossia?
«Ossia si parla di nuovi farmaci quando c’è l’autorizzazione al commercio dalle autorità competenti, ma se stiamo parlando di prodotti in fase iniziale di sperimentazione, allora dobbiamo far comprendere tutti i limiti di un medicinale ancora allo stadio di sviluppo e dare i tempi della sua eventuale immissione in commercio. Tempi che di solito non sono inferiori a una dozzina di anni. Altrimenti il rischio è quello di creare false aspettative. Per fortuna però leggiamo anche di novità importanti, nel campo bio-tecnologico e non solo, giunte veramente al traguardo, come il nuovo vaccino per la cervice dell’utero che ha un indice di efficacia del 100%».
A proposito di vaccini, cosa pensa della corsa agli antivirali per proteggersi dall’influenza viaria?
«Che si è fatto dell’inutile allarmismo scatenando così una corsa all’acquisto di farmaci antivirali senza sapere se saranno veramente efficaci. Tutto questo imponendo uno sforzo alla casse dello Stato, visto che si tratta di prodotti rimborsabili. Un approccio serio e responsabile è stato invece quello del ministero della Salute che ha già prenotato 36 milioni di dosi di vaccini specifici che copriranno l’ eventuale rischio il 70% della popolazione, ma solo quando e se il virus entrerà nel nostre Paese».
C’è anche un problema di ritardato ingresso dei farmaci innovativi nel nostro Paese. Di chi è la colpa?
«Diciamo subito che oggi, con la nuova agenzia italiana del farmaco, i tempi si sono notevolmente ridotti. Poi esistono procedure complesse per l’immissione in commercio che servono a garantire la massima sicurezza dei farmaci. In più in un sistema come il nostro, dove lo Stato copre i costi dell’assistenza farmaceutica, c’è l’ulteriore passaggio della contrattazione dei prezzi con le aziende che non è sempre un esercizio facilissimo. Ma ripeto, le cose stanno migliorando» .
Però si fa sempre poca ricerca. …
«Non è vero. Gli investimenti in ricerca farmaceutica nel nostro Paese sono cresciuti del 10% nell’ultimo anno. Dove siamo ancora deboli è nella fase di sviluppo, che nel nostro campo significa passare dalla molecola al farmaco vero e proprio. Ma è in atto uno sforzo importante anche tra le aziende bio- tecniche per spingere sull’ innovazione, come dimostra la risposta ai bandi del ministero della ricerca. E questo è importante perché fare innovazione anziché importarla significa far crescere la cultura della cura, offrendo ai medici una conoscenza diretta del buon uso di un farmaco».
Intanto nella Finanziaria rischia di spuntare un nuovo taglio del prezzi del 5%…
«Con la spesa farmaceutica in decremento e gli sforzi che stiamo compiendo per la ricerca e un’ipotesi che si commenta da sola…».
«Basta illudere con la scienza-miracolo»
di Paolo Russo
Sergio Dompè, presidente di Farmindustria, critica l’eccessivo ottimismo con cui gli operatori divulgano le scoperte scientifiche: « il rischio è creare false aspettative»