Polemiche/Bolognetti e la Cattolica
Potenza – Tecnici sanitari scelti sulla base della fede religiosa? Il segretario regionali dei Radicali Lucani, Maurizio Bolognetti, preoccupato, commenta: non si può fare. Alludeva ai rapporti che intercorrono tra Regione, Ospedale San carlo e Università cattolica di Roma. Il direttore generale dell’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza, Michele Cannizzaro, rassicura che le scelte non vengono condizionate dalla religione professata. Bolognetti ribatte: si interrompa l’accordo con l’Università Cattolica e se ne avvii uno con una prestigiosa università pubblica(invece che privata, come la Cattolica).
A Bolognetti la segnalazione è giunta da un cittadino: A.G. gli ha riferito “di discriminazioni, effettuate sulla base dell’appartenenza religiosa, per quanto concerne la partecipazione ai corsi per “Tecnici sanitari”. Il direttore generale del san Carlo, Cannizzaro, spiega che, “a suo tempo, la Regione Basilicata ritenne di dover stipulare una convenzione con l’Università cattolica; l’attuazione del protocollo d’intesa fu naturalmente affidata all’Azienda ospedaliera San Carlo.” Precisando nel contempo che “non vi è alcuna discriminazione effettuata sulla base dell’appartenenza religiosa, anche se, in ossequio all’ordinamento della Cattolica e al sopra citato protocollo, agli studenti viene richiesto di dichiarare la loro religione. Nel caso in cui dichiarino di essere di fede cattolica sono tenuti a produrre il certificato di battesimo.” “Ho poi appreso – aggiunge Bolognetti – che, in ogni caso, tutti gli studenti sono tenuti a partecipare all’ora di religione cattolica con un docente non laico.”
Osserva il dirigente radicale: “La Cattolica, in quanto università privata, può stabilire le regole che ritiene più opportune per i suoi iscritti. Trattandosi, però, nel caso descritto, di convenzione stipulata con un ente pubblico, riterrei opportuno e doveroso che la Regione decidesse di convenzionarsi con altra università, possibilmente pubblica. Non è infatti accettabile l’aspetto della partecipazione obbligatoria all’ora di religione, ma lascia perplessi anche questa sorta di schedatura effettuata sulla base della propria fede religiosa, cattolica, atea o agnostica che sia.”
Della questione Bolognetti ha avuto modo di parlare, oltre che con Cannizzaro anche con l’assessore alla sanità, Rocco Col angelo, e con il suo predecessore, Gennaro Straziuso.
Da Nuova Basilicata
IL SAN CARLO, LA CATTOLICA e DELLE STRANE DISCRIMINAZIONI
Di Maurizio Bolognetti, segretario Radicali Lucani
Nel pomeriggio(del 19 ottobre) ho ricevuto, sull’indirizzo di posta elettronica dell’Associazione Radicali Lucani, un messaggio in cui A.G.(per ragioni di riservatezza ometto i dati anagrafici), riteneva di mettermi al corrente dei rapporti che intercorrono tra Regione, Ospedale San Carlo e Università Cattolica di Roma. In particolare, A.G. riferisce nella missiva di discriminazioni, effettuate sulla base dell’appartenenza religiosa, per quanto concerne la partecipazione ai corsi per “Tecnici sanitari”. Naturalmente mi sono immediatamente attivato per saperne di più, e quello che segue è il fedele resoconto di quanto avvenuto nelle ultime ore.
Come chiaritomi dal Direttore Generale del San Carlo, Dr.Cannizzaro, a suo tempo la Regione Basilicata ritenne di dover stipulare una convenzione con l’Università Cattolica; l’attuazione del protocollo d’intesa fu naturalmente affidato all’Azienda ospedaliera San Carlo.
Lo stesso Cannizzaro ha tenuto a chiarire che non vi è alcuna discriminazione effettuata sulla base dell’appartenenza religiosa, anche se, in ossequio all’ordinamento della Cattolica e al sopra citato protocollo, agli studenti viene richiesto di dichiarare la loro religione. Nel caso in cui dichiarino di essere di fede cattolica sono tenuti a produrre il certificato di battesimo. Abbiamo, poi, appreso che, in ogni caso, tutti gli studenti sono tenuti a partecipare all’ora di religione cattolica con un docente non laico. Ciò detto e premesso, per quanto mi riguarda la Cattolica, in quanto università privata, può stabilire le regole che ritiene più opportune per i suoi iscritti. Trattandosi, però, nel caso sopra descritto, di convenzione stipulata con un ente pubblico, riterrei opportuno e doveroso che la Regione decidesse di convenzionarsi con altra università, possibilmente pubblica. Non è infatti accettabile l’aspetto della partecipazione obbligatoria all’ora di religione, ma lascia perplessi anche questa sorta di schedatura effettuata sulla base delle propria fede religiosa,cattolica, atea o agnostica che sia. Nel dire che ho di già avuto modo di soffermarmi sulla questione con l’assessore alla sanità Rocco Colangelo, e di aver avuto una conversazione telefonica con il suo predecessore, prof. Gennaro Straziuso, oltre che con il cortesissimo direttore generale del San Carlo, Dr. Cannizzaro, posso preannunciare che nelle prossime ore torneremo ad interrogare la Regione sull’opportunità di mantenere in vita la sopra citata convenzione. Sono più che certo che i dubbi e le perplessità da me espressi (che appartengono anche ad A.G.), saranno condivise dall’assessore Colangelo e dall’intero Consiglio.
Non ci sembra opportuno che questo tipo di rapporto, tra un ente pubblico e la Cattolica di Roma, si prolunghi oltre. Auspichiamo, pertanto, che questo ultradecennale sodalizio venga interrotto a favore di un accordo con una prestigiosa Università pubblica.
Da Basilicatanet