Astensione e voto. Lo storico Viroli: non farlo è antidemocratico, gravissimi certi appelli

ROMA – «Sono molto, molto preoccupato per gli appelli all’astensionismo lanciati da politici, ministri, cariche istituzionali e autorità di primo piano della gerarchia cattolica». Si esprime così Maurizio Viroli, storico e professore all’Università di Princeton, in merito ai referendum sulla fecondazione assistita. E spiega: «La Costituzione, precisamente all’articolo 48, sancisce testualmente che “l’esercizio del voto è dovere civico “». Dunque chi invita a disertare le urne …
«…incita a venir meno a un dovere civico. Lo trovo gravissimo. Purtroppo sono secoli che soffriamo di debolezza di coscienza civile: sarebbe proprio ora di provare a rafforzarla. Astensione significa rinuncia all’esercizio di un diritto e all’assolvimento di un dovere».
I presidenti di Camera e Senato, Casini e Pera, sono tra coloro che hanno espresso approvazione per la linea astensionista.
«Mi causa un profondo senso di sdegno il fatto che proprio chi ricopre incarichi istituzionali prenda una posizione del genere: hanno giurato – e in tutta libertà, per propria scelta – fedeltà alla Costituzione e alla Repubblica, dunque non possono contraddire norme chiarissime della nostro Carta; anzi, dovrebbero averne il massimo rispetto. La loro posizione poi può addirittura essere aggravata dal fatto che esiste una norma esplicita contro l’incitamento all’astensione da parte di politici e anche ministri di culto».
La Chiesa non avrebbe dovuto pronunciarsi?
«Credo che la Chiesa possa esprimere la propria posizione, i propri valori, ma non incitare a un gesto antidemocratico. Faccia piuttosto come fece ai tempi del divorzio o dell’aborto, spieghi che è contraria alle modifiche alla legge 40 proposte dai quesiti referendari. Chiedere di non andare alle urne è un atto che non fa onore al mondo cattolico, tanto è vero che viene contestato anche da tante figure cattoliche di primissimo piano».
Appare ovvio che lei andrà a votare.
«Naturalmente. E voterò 4 sì. Ho qualche dubbio sul quesito relativo all’eterologa (cioè il ricorso a un donatore esterno alla coppia, ndr). Però, visto che si chiede di lasciare una possibilità e non di imporre qualcosa, darò il mio appoggio alla causa».