Arriva il primo sì sul biotestamento. Ma l’Aula è lontana.

Simona D’ Alessio

Alla Camera finiani pronti a dar battaglia contro una legge che limita le scelte del paziente Lo spirito del provvedimento? Far sì che non accadano più casi come quello di Eluana Englaro. A parlare così è Giuseppe Palumbo presidente della commissione Affari sociali, nel giorno del varo del disegno di legge sul testamento biologico. Un testo approvato oltre un anno fa al Senato – nel mese di marzo, a poche settimane dalla morte della giovane di Lecco, per la quale la famiglia aveva ottenuto che le venissero interrotte le cure che la tenevano in vita dopo diciannove anni di coma – con grandi polemiche. E che, se dovesse arrivare in Aula a Montecitorio ( i tempi sono comunque dilatati perché dovrebbero pronunciarsi anche altre commissioni, , la Affari costituzionali e Bilancio, forse anche la Cultura e la Affari regionali ) ne causerebbe molte di più.

Sullo sfondo, infatti, ci sono le posizioni contrarie: all`impianto del testo – che limita la scelta del paziente, rendendo le Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat), di fatto non vincolanti per i medici – all`interno della maggioranza di centrodestra. Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl proveniente dalle fila dei radicali ma vicino alle posizioni di Gianfranco Fini, dice che si va ingrossando a Montecitorio il drappello di coloro che preferiscono una versione meno rigida del biotestamento. L`opposizione, dal canto suo, promette battaglia con Livia Turco (Pd, ex ministro della Salute) che parla di legge «disumana». Il testo non e stato stravolto, ma ci sono state delle modifiche importanti sottolinea Palumbo (Pdl), «lo hanno cambiato un po` senza mutarne la struttura. Per esempio, il problema sulla valutazione dello stato clinico del soggetto che verrà fatta da un collegio medico viene confermato che idratazione e alimentazione non sono terapie ma potranno essere sospese se dovessero risultare non più efficaci nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari o addirittura, cosa molto difficile, dovessero danneggiarlo».

E ancora: «Quando non vi è un fiduciario decideranno i familiari, le persone legate al paziente e poi, un emendamento votato ieri, per cui le volontà espresse dal paziente nelle dichiarazioni anticipate di trattamento restano non vincolanti per il medico curante». Alla fine del lavoro; Palumbo si dice«soddisfatto». Certo, conclude, «ora non so cosa accadrà in Aula, non sarà una via semplicissima, ne sono convinto, ma vi è una buona base di cambiamenti» Per il capogruppo Idv in commissione, Antonio Palagiano invece, il ddl «rappresenterà un momento decisivo dello scontro interno alla maggioranza, tra,finiani e sostenitori del premier». Difficile prevedere uno scenario diverso da questo.
 

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