Alla Cortese attenzione del vicedirettore di Libero, Renato Farina. Una domanda sulle “Due domande sull’incredibile falla”

Firenze, 27 maggio 2005

Il reportage pubblicato oggi su Libero racconta come sia possibile comprare online staminali embrionali e farle arrivare in Italia. Renato Farina si chiede perche’ i parlamentari non abbiamo previsto e vietato anche questa possibilita’, e perche’ i referendari ci raccontano che la legge 40/2004 impedisce la ricerca, “una panzana”.

Lo scorso 14 agosto proprio su Libero, e proprio il suo vicedirettore Renato Farina, intervistava l’allora ministro alla salute Girolamo Sirchia in merito alla possibilita’ di fare ricerche sulle linee di staminali embrionali importare in Italia, nonostante la legge 40/2004, confermato anche da un parere del Comitato Nazionale di Bioetica. Lo spunto era stato offerto stato l’istituto European Centre for the Validation of Alternative Methods (ECV AM), che ha sede ad Ispra in Italia sul Lago Maggiore, ma che fa capo alla Commissione Europea e che partecipa ad un programma sperimentale finanziato dal VI Programma Quadro. Lo studio e’ rivolto a studiare gli effetti delle sostanze chimiche sull’embrione e giacche’ verrebbero usate linee di staminali embrionali e’ stato chiesto un parere etico e uno legale al Comitato.

Avevamo riportato nel n.68 del Notiziario Cellule Staminali cosi’ l’intervista:

Il ministro della Salute Girolamo Sirchia intervistato da Renato Farina per il quotidiano Libero ne parla cosi’: “Ci sono gia’ ora 70 linee di cellule staminali in commercio: prelevate dall’embrione e vendute. Il Governo inglese ha autorizzato questa clonazione per dare benefici alle sue aziende. La commissione di bioetica ha gia’ autorizzato l’uso di linee di cellule ormai in vendita”. E Farina incalza: “Mi scusi, se e’ l’esito di un delitto, cioe’ di clonazione, autorizzare l’uso di queste linee di “staminali embrionali” non e’ come la ricettazione, non e’ una giustificazione a posteriori di un crimine?”. “E’ un male minore. Del resto anche Bush ha fatto la stessa mossa: divieto di nuove clonazioni, liceita’ di commercio per quelle prodotte in vuoto legislativo. La Gran Bretagna ha rotto il patto. Non e’ un’operazione liberale”. (http://staminali.aduc.it/php_newsshow_3502_0_ta_l50.html)

Stupisce percio’ leggere l’articolo di oggi dello stesso Renato Farina che sembra scordarsi, per uno strano gioco delle parti, del suo stesso lavoro e fingere di scoprire oggi la possibilita’ di fare ricerca con staminali embrionali purche’ non derivate da embrioni italiani e purche’ il lavoro “sporco” sia stato fatto all’estero. Un gioco delle parti alla vigilia del referendum?

Stupisce che certe notizie compaiano, scompaiono e poi ricompaiano nel momento giusto.

Sostenere la ricerca con le staminali embrionali non significa volerla fare di nascosto, comprando online chissa’ che cosa e in maniera osteggiata politicamente e economicamente. Sostenere quella ricerca significa chiedere regole chiare affinche’ le coppie possano, se vogliono, donare gli embrioni sovrannumerari alla scienza; significa stabilire regole e modalita’ di valutare progetti di ricerche che vogliano accedere a quegli embrioni. Ma per fare questo basta verificare come sono fatte le leggi in altri Paesi vicini a noi come Svizzera, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Belgio, Svezia, solo per restare in Europa.

Cordiali saluti,

Donatella Poretti- Consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni