Aborto/ Sondaggio SWG: 6 donne su 10 difendono la 194

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Riportiamo una agenzia letta da Radio Radicale

Ma per l”80% abortire rimane un trauma indelebile Roma, 16 gen.

La legge 194 non deve essere cambiata, perché l”aborto è una libera scelta, necessaria quando la gravidanza mette in pericolo la salute della donna incinta. Anche se porta dietro di sé un carico di rimpianti e sensi di colpa che ne rende il ricordo un trauma incancellabile.

È questa l”opinione delle donne italiane secondo quanto emerge da un sondaggio condotto da Swg per Donna Moderna, su un campione rappresentativo della popolazione di 1.000 donne di età compresa tra i 18 e i 64 anni. Per sei donne su dieci infatti (il 59% del campione) la legge che dal 1978 legalizza la pratica dell”aborto, deve restare tale e quale.

Per la maggioranza delle italiane intervistate (43%) l”interruzione di gravidanza è una libera scelta, che per tre donne su quattro si compie per necessità, quando cioè la salute della donna e del figlio che porta in grembo potrebbero essere seriamente compromessa dalla gravidanza. Ancora più netta l”opinione nei confronti di chi propone una moratoria per l”aborto come per la pena di morte: ben il 75% delle italiane si trova in disaccordo con questa posizione.

Dal sondaggio emerge inoltre come la percezione degli effetti della legge 194 risulti distorta, probabilmente a causa dei toni scandalistici con cui l”opinione pubblica parla dell”aborto: per la metà delle italiane, in trent”anni di applicazione della norma, gli aborti sono aumentati, quando in realtà sono diminuiti del 44%. Ma non è tutto.

Per le italiane l”aborto non dovrebbe essere consentito nelle strutture private, a pagamento, bensì deve essere gratuito: per il 62% delle intervistate infatti il medico privato potrebbe influenzare la scelta. E anche per quanto riguarda la pillola abortiva, l”opinione è positiva: per sei donne su dieci rappresenta "un passo avanti".

Un”altra certezza che emerge dal sondaggio Swg è che l”aborto rimane una scelta prettamente femminile. Il 60% infatti pensa che la legge non debba prevedere un ruolo dell”uomo nella decisione di abortire. L”interruzione di gravidanza, ad ogni modo, è una scelta che ha delle ripercussioni forti nella vita di una donna, un momento che per otto donne su dieci non si può dimenticare, sia per il rimpianto che ne rimane (47%) che per il senso di colpa (34%) che ne consegue.