Da una agenzia letta da Radio Radicale
Roma, 15 mar. (Adnkronos/Adnkronos Salute) – In Italia, la pillola abortiva Ru486 non si può dire che sia ‘decollata’. Ma c’e’ un ospedale che fa storia a sé: al Sant’Anna di Torino il 23% degli aborti – circa uno su quattro – è stato eseguito con la Ru486. A scattare la fotografia sull’utilizzo del farmaco ‘della discordia’ – a un anno dalla sua entrata in commercio in Italia – e’ il ginecologo del Sant’Anna, Silvio Viale, che all’Adnkronos Salute precisa: "Il 23% e’ una percentuale che in Francia, dove la Ru è in uso dal 1988, hanno raggiunto in 10 anni". "Al Sant’Anna – aggiunge Viale – siamo passati da 3.400 aborti nel 2010 a 3.890 nel 2011. La Ru486 l’abbiamo utilizzata sia nel primo che nel secondo trimestre e il prossimo passo sara’ quello di utilizzarla nella preparazione delle interruzioni di gravidanza chirurgiche". Malgrado ciò, non mancano difficoltà "soprattutto di tipo organizzativo, legate alla scarsità di risorse dedicate, non di tipo sanitario", spiega Viale. Se al Sant’Anna di Torino per un aborto su quattro si utilizza la Ru486, nelle altre Regioni, soprattutto al Sud, l’uso della pillola è ancora molto scarso. "Le interruzioni di gravidanza – sottolinea Viale – non sono una priorità per nessun amministratore, tanto meno lo è la Ru486, se non per porre ostacoli". Il ginecologo del Sant’Anna denuncia infatti una sorta di ‘invasione di campo’ della politica. "Sulla Ru486 – spiega – c’è stato un veto da inquisizione medievale per venti anni, ma è su tutta la materia che c’è un distacco ipocrita e irresponsabile della politica. Non vi è alcun riconoscimento verso i medici che permettono l’applicazione di una legge dello Stato, con la politica che premia l’obiezione".
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