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Sarebbe stata un’indagine a suo carico per violazione delle norme della legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza ad aver tanto sconvolto un ginecologo cinquantenne di Rapallo da indurlo a togliersi la vita. Ermanno Rossi, ginecologo dell’Istituto Gaslini di Genova, 54 anni, si è suicidato buttandosi dalla finestra del suo studio medico, all`undicesimo piano della sua abitazione nel cuore di Rapallo, lunedì sera. Rossi, si legge sul quotidiano genovese Il Secolo XIX, era indagato insieme ad altre 5-6 persone, non medici, e per tutti l`ipotesi di reato è quella riferita all`articolo 19 della legge 194 riguardante l`interruzione volontaria della gravidanza al di fuori delle procedure e delle strutture previste dalla legge stessa. L’articolo 19 stabilisce le strutture, pubbliche o autorizzate, dove l’Ivg può essere praticato, la scadenza dei primi 90 giorni dal concepimento per effettuare l’intervento volontario e quello successivo – di solito la 24esima settimana – per quello terapeutico.
Pochi giorni fa i carabinieri del Nas di Genova avevano fatto delle perquisizioni negli studi professionali del ginecologo. E secondo quanto racconta il cognato, direttore di un reparto di anestesia e rianimazione, Rossi aveva subito come un’onta tremenda quest’indagine. Il cognato lo descrive come «un grande uomo, sia professionalmente che come padre, molto umano e di un`immensa disponibilità verso le sue pazienti». «Era un uomo di un elevato livello culturale – spiega il parente- tutto di un pezzo, molto rigido con se stesso. E quelle perquisizioni gli devono essere sembrate un fatto inaccettabile». «L`ipotesi investigativa – ha aggiunto – è ovviamente ancora tutta da dimostrare».
Pochi giorni fa i carabinieri del Nas di Genova avevano fatto delle perquisizioni negli studi professionali del ginecologo. E secondo quanto racconta il cognato, direttore di un reparto di anestesia e rianimazione, Rossi aveva subito come un’onta tremenda quest’indagine. Il cognato lo descrive come «un grande uomo, sia professionalmente che come padre, molto umano e di un`immensa disponibilità verso le sue pazienti». «Era un uomo di un elevato livello culturale – spiega il parente- tutto di un pezzo, molto rigido con se stesso. E quelle perquisizioni gli devono essere sembrate un fatto inaccettabile». «L`ipotesi investigativa – ha aggiunto – è ovviamente ancora tutta da dimostrare».
Le indagini dei Nas sono ancora in corso. L`inchiesta, scrive ancora il quotidiano genovese riferendosi a fonti giudiziarie, è nata casualmente qualche mese fa.