194 volte No

 Dunque, ci siamo. Seppure a titolo personale, Sandro Bondi ha presentato una mozione parlamentare per rivedere le linee guida della legge 194. Quella sull’aborto, per intendersi. Eccoci al naturale sbocco di un movimento inizialmente carsico ma poi assolutamente visibile con il Family Day. Forse qualcuno non aveva preso sul serio fino in fondo le intenzioni di chi, allora, scese in piazza per difendere la famiglia; quella costituzionalmente riconosciuta, però. Già, perché non si tratta di storie diverse: famiglia, aborto, fine vita, si tratta dei temi eticamente sensibili, come ai cattolici piace chiamarli, o più semplicemente dei temi che gli stessi cattolici considerano non negoziabili. Sono i temi sui quali spesso è intervenuto il cardinale Camillo Ruini che, ricordando l’iniziativa del Foglio per una moratoria dell’aborto, proprio sulla legge 194 è tornato con una intervista di fine anno rilasciata al Tg5 nella quale ha ribadito alcuni dei concetti chiave del pensiero della Chiesa sull’argomento: la 194 va quantomeno applicata tutta ma andrebbe migliorata aggiornandola. La nostra posizione è nota: siamo contrari a qualunque modifica della 194 in senso restrittivo. Pensiamo però che l’iniziativa di Bondi almeno un merito lo abbia: è il primo sbocco parlamentare di un percorso che viene da lontano e sollecita tutte le forze in campo a uscire dall’ambiguità. A cominciare dal Partito democratico.