A seguito della dichiarazione di Marco Cappato, segretario dell’Associazione Luca Coscioni, in merito al rinvio da parte della Corte Costituzionale dell’udienza sulla fecondazione eterologa (segue in basso), in data 4 agosto u.s. è giunta una lettera da parte dell’Avvocato Generale dello Stato (in allegato il pdf) in cui si chiedeva una rettifica delle dichiarazioni e la pubblicazione della lettera stessa a firma dell’ Avvocato Generale dello Stato Caramazza. L’on. Marco Cappato ha inviato una lettera di risposta in cui, tra l’altro, come si legge nel secondo allegato, ha precisato: "Si precisa inoltre, che con le dichiarazione da me diffuse non si è ritenuto intervenire in merito alle motivazioni di diritto da voi addotte nell’istanza di rinvio, ma è stata rilevata l’omissione di comunicazione preventiva per una supposta adesione a tutti gli avvocati costituiti per le parti private intervenute, modalità che Lei di fatto mi sta confermando".
In allegato anche l’istanza di rinvio presentata dall’Avvocatura di Stato per il Presidente del Consiglio dei Ministri .
Leggi qui anche le dichiarazioni degli avvocati Gallo e Baldini, la loro risposta all’Avvocatura dello Stato e la seconda risposta dell’on. Cappato all’Avvocatura dello Stato
"Dichiarazione di Marco Cappato, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica
2 Agosto 2011
La Corte costituzionale ha commesso un grave errore nell’accogliere la richiesta di rinvio dell’udienza sulla fecondazione eterologa presentata dall’Avvocatura di Stato per conto del Governo.
L’Avvocatura ha infatti letteralmente truccato le carte, millantando una “adesione delle parti” quando invece gli avvocati della coppia non sono stati consultati né preventivamente né successivamente al deposito.
Non è una novità il fatto che questo Governo sia terrorizzato dal vaglio costituzionale di una legge che calpesta il diritto fondamentale alla salute per la donna e la coppia che decidono di mettere al mondo un bambino. C’è da augurarsi che la Corte costituzionale voglia mostrare sufficiente autonomia rimediando all’errore commesso e convocando l’udienza per una data immediatamente successiva a quella del 20 settembre inizialmente prevista."