Intervento dell’on Donatella Poretti della Rosa nel Pugno, segretario
della
Commissione Affari Sociali
Secondo un’indagine del Censis, oltre il 55% degli intervistati dichiara
di
essere favorevole all’uso di embrioni a scopo di ricerca biomedica, mentre
nel 2002 i contrari erano il 67,3%!
Forse gli italiani si sono accorti degli innumerevoli successi in campo
medico che si stanno ottenendo negli altri Paesi grazie a leggi non
proibizioniste come quelle italiane che vietano la ricerca sugli embrioni?
Penso proprio di si’ e non posso che rammaricarmi dal constatare
l’inutilita’ e la dannosita’ della legge 40/2004.
Un esempio per tutti la triste vicenda degli embrioni sovrannumerari
orfani il cui destino, stabilito per decreto, era quello di finire crioconservati
nella biobanca milanese dell’Ospedale Maggiore. Per questa operazione
inutile erano stati stabiliti 450 mila euro.
Sarebbe stato importante destinare questi soldi e soprattutto questi 2.527
embrioni (secondo i dati dell’ISS) alla ricerca scientifica, invece che
preferire ipocritamente di importare staminali embrionali derivate
all’estero, e mandare cosi’ anche all’estero i nostri ricercatori.
Ma non e’ tutto! Poco tempo fa l’ex ministro della Salute, Girolamo
Sirchia,
ha denunciato che l’operazione di trasferimento sarebbe bloccata per
mancanza di fondi!
Per questo, il 15 gennaio scorso, insieme al collega Lanfranco Turci ho
presentato un’interrogazione (1) al ministro della Salute, Livia Turco,
per sapere che cosa stia succedendo: dove sono finiti i soldi e come siano
stati utilizzati quelli gia’ erogati e se non sia il caso di intervenire
legislativamente per destinare gli embrioni inutilizzabili a fini di
ricerca.
E’ urgente che la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita venga
modificata, anche intervenendo nelle linee guida, ma non e’ disattendendo
una legge sbagliata che lo si fa. Per il timore di spaccature nella
maggioranza sui temi “sensibili” non si interviene a modificare leggi
ingiuste, costringendo la maggioranza degli italiani a scelte obbligate e
spesso tragiche pur di salvare o dare la vita!