
Le immagini di Bernardo Provenzano pubblicate in esclusiva dal format “Servizio Pubblico” di Michele Santoro non ci hanno sorpreso, anche perché, quando lo scorso anno ci recammo in visita ispettiva presso il carcere di Parma insieme alla deputata radicale Rita Bernardini, trovammo il detenuto gravemente debilitato e sofferente dal punto di vista fisico e ci accorgemmo subito che lo stesso aveva irrimediabilmente perso il lume della ragione, incapace com’era di articolare anche una semplice frase di senso compiuto, al punto che ci domandammo come fosse possibile sottoporre a un regime detentivo così duro una persona anziana ridotta in quelle condizioni. Nella scorsa legislatura i deputati radicali hanno cercato di far luce sui molti punti oscuri che ancora contraddistinguono la detenzione di Bernardo Provenzano rivolgendo alcune interrogazioni parlamentari al Governo, tutte rimaste senza risposta. Ci appelliamo quindi al Ministro della Giustizia Cancellieri affinché sia fatta chiarezza sull’intera vicenda, con l’augurio che le misure disumane in cui sono ristretti i detenuti in 41bis, misure che le convenzioni internazionali definiscono “tortura”, non si trasformino in atti di vera e propria bestialità.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.